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È L’AMBIENTE CHE SCATENA LE MALATTIE INFETTIVE DELLE PIANTE CON L’AIUTO DELL’UOMO QUINDI LA PREVENZIONE RISULTA FONDAMENTALE

on marzo 1 | in Consulenza Giadinaggio, Cura delle Piante | by | with No Comments

L’AMBIENTE IN RAPPORTO ALLO SVILUPPO E ALLA DIFFUSIONE

Il prodursi di un’infezione dipendono, oltre che dalla presenza del patogeno,anche dalla presenza dell’ambiente idoneo, cioè la risultante del clima,suolo,pratiche colturali, piante stesse. Il macroclima regola la distribuzione regionale e stagionale dei parassiti e la variabilità del quadro patologico della coltura agraria. Il microclima viene creato dall’interferenza di fattori topografici e podologici e persino dalle pratiche colturali adottate. Il sistema ambiente quindi può essere suddiviso nei singoli fattori che ne dettano le caratteristiche : temperatura, umidità, luce,ecc.

TEMPERATURA

La temperatura influisce sulla distribuzione regionale o stagionale della malattia , sulla gravità e sintomatologia, sulla durata del periodo di incubazione e predisposizione dei parassiti, condiziona la presenza di determinate razze delle popolazione di patogeni. Il tutto causato sia da effetti diretti sul patogeno che da effetti indiretti sulla pianta. Alcuni parassiti sono in grado di svilupparsi fino a temperature di 40° C . Vediamo alcuni esempi di patogeni e le loro temperature ottimali:

• PSEUDOMINAS SOLANACEARUM è rara nei climi temperati ma risulta molto dannosa ai tropici.
• SCLEROTIUM ROLFII risiede in climi e stagioni calde
• FUSARYUM OXISPORUM se ne conoscono forme speciali che agiscono rispettivamente a temperature elevate e relativamente basse.
• Del genere PYTHIUM alcune specie agiscono e diventano virulenti alla fine della stagione vegetativa perché richiede temperature del terreno di almeno 26°C.
• PUCCINIA GLUMARUM agente della ruggine dei cereali agisce a temperature inferiori ai 16°C, invece PUCCINIA TRITICINA agisce a 18-22°C.

Molto importante è lo studio della durata che intercorre tra l’inizio dell’infezione e la comparsa dei primi sintomi (periodo di incubazione o di latenza) e soprattutto il ruolo in questo della temperatura. Minore è la temperatura e maggiore sarà il periodo di incubazione. La temperatura influenza oltre che la variazione della durata del periodo di incubazione, anche il tipo di sintomi prodotti. Molto importante ai fini epidemiologici è l’effetto della temperatura sulla sporificazione dei funghi.

UMIDITA’

Agisce sulla sopravvivenza e diffusione degli inoculi, sulla germinazione e penetrazione dei propaguli infettivi, sulla predisposizione della pianta ospite. Nel terreno gli eccessi idrici
favoriscono il trasporto , lo sviluppo e l’attività parassitaria di molti funghi idrofili come Pythium, Phytophtora, sclerospora. Altri patogeni preferiscono livelli di umidità inferiori ai livelli di saturazione , come per Rhizoctonia solani , Streptomyces scabies. A volte l’inondazione prolungata del terreno può addirittura sradicare agenti di Tracheofusariosi e nematodi .
L’interruzione della siccità può avere quindi conseguenze imprevedibili interrompendo ad esempio lo stato di quiescenza delle strutture di resistenza dei patogeni esponendoli all’antagonismo microbico. La maggior parte dei batteri, poi, richiedono per poter colpire le parti epigee delle piante, periodi lunghi di bagnatura delle superfici; mentre ci sono funghi in grado di penetrare senza alcun velo d’acqua sulle superfici, tipico esempio delle Erysiphaceae i cui conidi e spore tollerano con difficoltà la presenza di acqua sulle superfici. Il tipo di irrigazione esercita oltretutto molta influenza sulle malattie: l’irrigazione sopra chioma ad esempio ostacola le Erysiphaceae ma può favorire altri parassiti; l’irrigazione per scorrimento consente la disseminazione degli inoculi dei parassiti , ma ha effetti meno drastici rispetto a quella a pioggia. L’irrigazione a goccia riduce al
minimo l’aumento dell’umidità ambientale e annulla il rischio di dispersione nell’ambiente dei propaguli infettivi, ma di contro crea problemi nel caso dell’utilizzo di pacciamatura. Oltre agli effetti diretti sui patogeni è utile ricordare quelli indiretti dell’umidità sulla predisposizione delle piante alle malattie che costituisce stress idrici determinanti la capacità o meno di resistenza verso i patogeni. L’asfissia rende vulnerabili le radici anche di piante normalmente resistenti; l’anossia di 1-3 giorni sono sufficienti a predisporre l’attacco di Fusarium solani verso piante di fagiolo; con situazioni di elevata umidità si rendono vulnerabili le piante a patogeni come Pythium e Botrytis.
Anche l’umidità agisce , come la temperatura , sulla durata dell’incubazione. In alcuni casi
(Armillaria) il patogeno approfitta di piante debilitate da precedenti stress idrici. Agendo sull’irrigazione è possibile accelerare o ritardare il ciclo vegetativo delle colture evitando gli
attacchi di un patogeno, però cosi facendo si potrebbero esporre le stesse piante ad altri patogeni.
Ad esempio la malattia delle bacche del caffè (Collectotrichum) attacca nelle prime fasi dello sviluppo dei frutti; se si dovessero eseguire 3-4 irrigazioni 1-2 mesi prima delle piogge si potrebbe anticipare di 6 settimane la fruttificazione aumentando la produzione e scongiurando al contempo la malattia; allo stesso tempo però l’irrigazione abbondante favorirebbe l’aumento della vegetazione aerea con una maggiore probabilità di un attacco di ruggini. Bisogna sempre valutare svantaggi e vantaggi nell’utilizzo di pratiche di irrigazione col fine di scongiurare determinate malattie rispetto ad altre.

LUCE

Le conseguenze fisiologiche e morfologiche delle carenze di luce in seguito ad esempio di semine troppo fitte, nei semenzai in genere, nelle colture contro stagione in serra, predispongono le piante a svariati tipi di patogeni; a volte invece la carenza di zuccheri ostacolano altri tipi di patogeno perché riducono la disponibilità di carboidrati..

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