Cause della malattia delle piante e diagnosi

Cause della malattia delle piante e diagnosi

on settembre 16 | in Cura delle Piante | by | with No Comments

Le principali cause della malattia delle piante e relativa diagnosi.

L’infettività è inerente alla capacità del patogeno di riprodursi e stabilire rapporti simbiotici col suscetto.

Malattie Infettive: vere e proprie sono quelle parassitarie i cui agenti patogeni sono virus , batteri , fitoplasmi e funghi e raramente anche protozoi, alghe, fanerogame, nematodi, artropodi fitomizi.

Malattie Non Infettive: causate da organismi responsabili di allelopatie e da agenti abiotici come quelli atmosferici come vento, grandine, neve, fulmini, l’anormale illuminazione, stress termici, idrici, carenze ed eccessi minerali, inquinanti, ferite.

Eziologia: studio delle cause delle malattie

Diagnosi: come identificazione della malattia utile per la scelta di adeguate misure di lotta e cura.

Accertamenti diagnostici:

  1. identificazione del suscetto e studio delle resistenze genetiche da esso possedute
  2. localizzazione della malattia sulla pianta e la sua incidenza
  3. tener conto dell’ambiente di coltivazione come il suolo e dell’incidenza della malattia in relazione a cambiamenti climatici
  4. tracciare un quadro delle operazioni agronomiche adottate come rotazioni, semina e trapianto , dosi di concimazione e irrigazione
  5. descrizione dei sintomi e dei segni sulla pianta sia esterni che interni
  6. raccolta di campioni per verifiche al microscopio

Accertamenti diagnostici tramite marcatori biochimici:

Sierodiagnosi
Reazione tra parti o prodotti dell’ospite e i relativi anticorpi; metodo poco costoso e richiedente poco spazio. Ha però lo svantaggio della difficoltà di produrre antisieri di buona qualità e una sensibilità minore a quella di altri metodi come quello biologico o molecolare.

Gli anticorpi (detti anche immunoglobuline) vengono prodotti contro particolari zone della superficie del patogeno , detti Epitopi, (che fungono da Antigene) o Determinanti Antigenici che possono essere anche centinaia su un virus, fungo o batterio.

Gli Antigeni (generatori di anticorpi) sono molecole o virus o microrganismi che provocano la formazione di anticorpi.

Ottimi antigeni sono le proteine; un epitopo può essere costituito anche da 5 aminoacidi che fungono da antigeni, ma anche da acidi nucleici o polisaccaridi che possono far produrre anticorpi ma in modo meno specifico.

La specificità è una qualità molto importante negli anticorpi, essi infatti reagiscono soltanto con gli epitopi che ne hanno provocato la formazione.
Antigene Omologo rispetto ad un antisiero (farmaco costituito da immunoglobuline) è detto l’antigene che ha provocato la formazione dell’antisiero stesso e che possiede epitopi che reagiscono tutti bene con gli anticorpi di quell’antisiero.
Antigene Eterologo è detto l’antigene che ne contiene solo una parte o solo di simili.

Si riconoscono allo stesso modo anche Antisieri Omologhi e Antisieri Eterologhi ad es. l’antisiero ottenuto contro il TMV (virus del mosaico del tabacco) è eterologo rispetto al ToMV (virus del mosaico del pomodoro) perché solo una parte dei suoi anticorpi si legherà ad esso e misurando la quantità di anticorpi che si legano ad entrambi gli antigeni si otterrà la misura dei due Antigeni Sierologicamente Correlati.

Il legame Anticorpo-Antigene è complesso e di natura chimico-fisica di tipo reversibile ed ha come conseguenza la neutralizzazione del patogeno nel corpo dell’animale.

I linfociti sono cellule che producono anticorpi e una volta attivate conservano anche nella discendenza la capacità di produrre grandi quantità di anticorpi rendendo il corpo immune ad una successiva infezione (infatti l’Immunologia tratta questi fenomeni).

L’Immunochimica o semplicemente la Sierologia tratta l’impiego in vitro degli anticorpi anche per scopi diagnostici.
Le Immunoglobuline di classe G (IgG) sono costituite da due catene polipeptidiche corte e due lunghe, quattro catene legate fra loro da ponti cisteinici a formare una Y.
Nell’Immunomicroscopia elettronica si evidenziano virus e micoplasmi; le tecniche più usate sono ISEM per i virus e IME per i fitoplasmi. Comunque il metodo più usato rimane il DAS-ELISA (double antibody sandwich-enzyme linked immunosorbent assay) che consiste nei seguenti passaggi:

  1. nei pozzetti di una piastra di plastica si fanno aderire gli anticorpi
  2. si effettua il lavaggio
  3. si immettono gli estratti da esaminare
  4. si effettua un secondo lavaggio
  5. i pozzetti vengono riempiti con fosfatasi alcalina
  6. dopo incubazione e lavaggio si riempiono i pozzetti con Nitro-Fenil-Fosfato che cambia colore se sono presenti gli antigeni.

Postulati di Koch

Dopo aver affrontato gravi epidemia di Carbonchio egli sviluppò le varie fasi delle sue diagnosi che divennero criterio guida nello studio delle cause delle malattie infettive in genere prendendo il nome appunto di Postulati di Koch:

  • l’agente sospetto deve essere costantemente associato alla malattia
  • deve essere isolato e coltivato in purezza
  • inoculato nell’ospite sano deve riprodurre la malattia
  • lo stesso agente deve essere isolato dall’ospite sperimentalmente infetto

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