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Alla scoperta di nuove aromatiche

on giugno 15 | in Cura delle Piante, Orto Biodinamico | by | with No Comments

Pimpinella anisum o Anice comune

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Famiglia: apiaceae e ombrelliferae

Pianta meglio nota col nome di Anice comune, è facile da coltivare poiché è abituata al clima mediterraneo. La pianta cresce fino ad un metro circa, lo stelo è cavo all’interno, i piccoli fiori sono riuniti a formare un ombrello, le fogli sono a forma lobata con margine dentato. Questa pianta apporta una discreta quantità di vitamine del gruppo B (B1, B2 e B6), apporta vitamina C e sali minerali, soprattutto calcio, potassio, fosforo, magnesio, ferro e zinco. Per gli usi erboristici si usa soprattutto la specie pimpinella anisum (anice verde o anice comune) mentre per gli usi in cucina, si usano sia le foglie giovani della pimpinella anisum (anice verde) che le foglie tenere della specie Pimpinella brachycarpa.

La pimpinella è commestibile, in cucina si presta per un gran numero di ricette. Questa pianta spontanea presenta foglie ovali seghettate e produce fiori bianchi. Il periodo di fioritura cade in piena estate, tra i mesi di giugno e agosto. Sotto forma di infuso regola i processi digestivi favorendo la peristalsi intestinale. Per le sue proprietà antisettiche inibisce i l’aerofagia e la flatulenza. I semi di anice, ricchi di oli essenziali, possono essere usati sottoforma di tisane pettorali per le proprietà balsamiche e secretolitiche. Ha proprietà galattogene favorendo la produzione di latte materno.

Il suo gusto dolce e gradevole si presta per aromatizzare dolci e liquori. Può essere utilizzata per preparare un peso alternativo a quello tradizionale di basilico. Le foglie più piccole, raccolte dalle giovani piante, possono essere sbollentate per pochi minuti e fatte saltare in padella. Una volta insaporite con aglio e peperoncino possono essere consumate come contorno oppure come condimento per un primo piatto alternativo magari con l’aggiunta di pancetta affumicata.

Acetosa o Acetosella

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L’acetosa, una pianta erbacea che possiamo raccogliere anche nella stagione fredda, le cui foglie dal caratteristico sapore agro si prestano a svariati usi in cucina.
L’acetosa o anche acetosella francese (in latino Rumex acetosa) è una pianta molto comune in Italia, facile da trovare e raccogliere. Si presenta con foglie di colore verde intenso: ricca di acqua, leggermente acidula per la presenza di acido ossalico, ricca di vitamina C e ferro e altre sostanze che le donano un gusto piacevolmente agro. Nell’orto è facile da coltivare, si semina in primavera e può produrre diversi raccolti durante l’anno, anche se coltivata in vaso.

Questa pianta vanta proprietà diuretiche, rinfrescanti, febbrifughe, stimolante dell’appetito, lassativa, depurativa, tonica e vermifuga.

Come rimedio omeopatico, le sue radici si prestano per la cura crampi e come rimedio per il mal di gola. È sconsigliata a chi soffre di gotta, reumatismi, artriti, disturbi ai reni e alla vescica proprio per la presenza di acido ossalico.

In cucina, si presta ad essere impiegata in varie preparazioni: oltre ad essere mangiata cruda, in insalata, è ottima anche saltata in padella insieme a verdure verdi come spinaci o erbette.

Le foglie di acetosa cotte sono un buon complemento per i minestroni di verdura, nelle frittate oppure ancora come contorno per carni e pesce.

Anche i giovani steli sono commestibili sia cotti che crudi nelle misticanze dove aggiungono quel tocco agrumato talmente piacevole da poter rinunciare all’uso dell’aceto o del limone.

Levistico

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Famiglia delle Apiaceae

Pianta erbacea perenne nota anche come sedano di monte o prezzemolo dell’amore.

Originario del Mediterraneo orientale, si è diffuso anche in Italia, soprattutto nelle zone alpine ed appenniniche (fino a 1800 m) e cresce sia spontaneamente che coltivata negli orti. Predilige terreni profondi e ben drenati, può raggiungere i 2 mt di altezza. La fioritura avviene a giugno, con piccoli fiori gialli.

Il Levisticum officinale, è una pianta officinale usata in fitoterapia fin dal Medioevo per le sue innumerevoli proprietà. Sono utilizzate le radici ma anche le foglie e i semi. Ha un’azione diuretica, deodorante, detergente, antisettica, tonica, digestiva e antireumatica. Il suo nome “levistico” deriva dal latino “levare”, cioè togliere, facendo così esplicito riferimento alle sue proprietà lenitive. I principi attivi del Levistico sono i tannini, la vitamina C, gli oli essenziali e gli zuccheri. L’olio di levistico è utilizzato contro il mal d’orecchio. L’uso di questa pianta è sconsigliato alle donne in gravidanza e in allattamento o in soggetti con ridotta funzionalità renale o cardiaca.

In cucina vengono utilizzate principalmente le foglie del levistico, simili a quelle del sedano ma con un sapore più intenso e molto profumate: ideali sia crude in misticanza che come condimenti per risotti e brodi vegetali.

Erba pepe

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L’Erba pepe ma anche conosciuta come Santoreggia o “erba dei satiri” è una pianta annuale che può essere coltivata anche in vaso. Ama un’esposizione soleggiata, si adatta anche a terreni poco fertili ma ben drenati. Raccolta da giugno ad agosto sia prima che durante la fioritura. SI possono utilizzare sia le foglie che i fiori. Se si vuole essiccare la pianta andrà raccolta ad agosto, essiccata all’ombra e successivamente sminuzzata e conservata in vasetti di vetro.

Coltivata nell’Orto vicino a zucchine, spinaci, cipolle e fagioli è molto utile perché il suo forte aroma allontana afidi e altri insetti.

L’Erba pepe o Santoreggia domestica è così chiamata per il suo sapore e l’utilizzo che se ne faceva in passato in cucina, in sostituzione dell’omonima spezia. Le sue foglie sono ricche di oli essenziali. È utilizzata anche in fitoterapia, per lenire problemi intestinali, renali e respiratori. Il forte odore dell’Erba pepe allontana gli afidi dagli ortaggi a lei vicini.

Coltivazione e Cura. L’Erba pepe è una pianta annuale di semplice coltivazione, anche in vaso, che ama l’esposizione soleggiata. Si accontenta di terreni poco fertili ma esige che siano ben drenati. Può crescere fino ad oltre 35 cm di altezza. Fiorisce da giugno a settembre.

In cucina. Di aroma simile a quello del timo e della maggiorana. È perfetta per accompagnare i piatti a base di formaggi, il pesce, le carni, i legumi e le uova. Ottima anche per aromatizzare zuppe e torte salate. Usata anche per preparare dei liquori e amari.

In medicina i suoi oli essenziali, ricchi di tannini e oligoelementi minerali, sono utilizzati per le proprietà antisettiche, antispasmodiche, espettoranti, stimolanti e carminative. Utile nella cattiva digestione e per combattere i vermi intestinali. Usata anche nella convalescenza dopo una febbre e per curare impotenza e frigidità. Allevia il dolore derivato dalla puntura degli insetti. Stimola le funzioni fisiche e cerebrali.

Nella cosmetica è impiegata per stimolanti bagni in vasca e pediluvi che danno sollievo ai piedi stanchi. Il decotto è utilizzato per massaggiare il cuoio capelluto. La possiamo trovare in dentifrici e sapone. Impacchi con un decotto di santoreggia combattono le rughe.

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