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Come fare l’orto biologico.

on maggio 18 | in Progettare Giardino Biologico | by | with No Comments

Cosa significa coltivare l’orto biologico?

Come fare l’orto biologico? Si dice che un orto è biologico se le coltivazioni sono ottenute senza l’uso di prodotti chimici, noi invece diciamo che lo è soltanto se il raccolto è sano ed effettivamente genuino. Seppur evitare l’impiego di veleni e altri prodotti di sintesi sia già una cosa importante, servono altre accortezze, soprattutto per rendere possibile la coltivazione e perché bio non può essere soltanto cielo, sole e terra come invece si vuol credere. Bisogna dire che “fare l’orto dovrebbe soddisfare il piacere di coltivare. Purtroppo le coltivazioni non sono solo minacciate dall’inquinamento atmosferico e dalla contaminazione del suolo e dell’acqua, ci sono anche i cambiamenti climatici con eventi atmosferici straordinari che  sono decisamente sfavorevoli, prime fra tutte le brusche variazioni di temperatura causate dalla scomparsa delle stagioni.

Pensare di fare l’orto biologico significa aver voglia di naturale, ossia cercare di coltivare in modo tale da rispettare la nostra salute ed il nostro ambiente. In tutti i casi è certo che dobbiamo riqualificare l’orto, cioè fare in modo che questo possa essere degno del termine bio, inteso come vita. Coltivare un orto sano per escludere l’orto tossico. Certamente non sono solo le tecniche di coltivazione a rendere biologico un orto.   Spazio, tempo e passione sono alla base di un ”ortista”, ma non bastano. Per rendere biologico un orto è necessario disinquinare il contesto ambientale in cui lo realizziamo e lo conduciamo.  Non basta quindi fare l’orto sinergico piuttosto che l’orto biodinamico o cercare le consociazioni degli ortaggi, dobbiamo renderci conto di quell’invisibile perenne nevicata di inquinanti che attraverso terreno, acqua ed aria sono permanentemente presenti nel nostro orto.

Orto biologico tecniche di coltivazione

Quali sono le principali pratiche che solitamente si utilizzano in un orto biologico?

rotazione-orto
  1. Effettuare la rotazione delle colture. Per fare l’orto biologico è opportuno effettuare le rotazioni con piante di diversa famiglia botanica e di apparato radicale con differenti caratteristiche, fittonante, profondo o fascicolato. La rotazione o avvicendamento consiste nella variazione della specie coltivata nello stesso appezzamento, al fine di migliorare o mantenere la fertilità del terreno.
    sovescio
  1. Praticare il sovescio. Per mantenere e migliorare il livello di sostanza organica di un suolo e, in altre parole, la sua fertilità è ampiamente consigliato l’impiego di colture da sovescio. Il sovescio consiste nell’interramento allo stato fresco di particolari colture erbacee seminate sul posto. Indubbiamente il sovescio di leguminose consente di ottenere i maggiori risultati in termini di arricchimento di azoto, ma generalmente l’erbaio misto è la scelta tecnica più corretta.
  2. Favorire le consociazioni vegetali, ovvero gli abbinamenti tra le piante in modo da risaltarne le caratteristiche e migliorarne la qualità di vita e crescita. In un orto biologico, sulla stessa aiuola, possiamo coltivare ortaggi che hanno diverse modalità e tempi di crescita, esigenze nutritive complementari e differente morfologia dell’apparato radicale e vegetativo. Le consociazioni vegetali sono un modo per creare sinergie tra due o più specie vegetali. Tanto più è alta la biodiversità in un ambiente, tanto più è elevato il suo equilibrio. Un ruolo particolare nelle consociazioni rivestono le erbe aromatiche ed alcune piante da fiore che svolgono azione protettiva delle piante ortive nei confronti dei parassiti.
  3. Impiegare correttamente il letame. Il letame deve essere ben maturo prima di essere distribuito (almeno due anni) cosi si evitano marciumi in colture sensibili ed altre problematiche. E’ alquanto consigliabile impiegare letame proveniente da allevamenti biologici, onde evitare di apportare al terreno residui di antibiotici somministrati al bestiame compromettendo l’equilibrio microbiologico del terreno.
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  4. Non utilizzate diserbanti di sintesi nel vostro orto biologico.Per evitare le erbacce è possibile ricorrere alla tecnica della pacciamatura. La pacciamatura consiste nel ricoprire il terreno con uno strato di materiale inerte, organico o sintetico come paglia, corteccia, fibra di canapa, ghiaia, lapilli e teli plastici (preferibili i film in materiale biodegradabile con il vantaggio di non dover essere recuperati e smaltiti al termine del ciclo colturale).
    pacciamatura-con-paglia

    I benefici della pacciamatura sono molteplici: impedisce la crescita delle erbe infestanti, limita l’erosione del suolo per effetto della pioggia, diminuisce l’evapotraspirazione del substrato, regolando umidità e fabbisogno irriguo, contribuisce alla regolazione termica del terreno, in inverno impedisce che il terreno geli in profondità, in estate mantiene fresco e umido lo strato superficiale evitando lo sviluppo di marciumi.

    fibra di canapa
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