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L’estinzione degli insetti

on febbraio 16 | in Cura delle Piante, Giardino Biodinamico | by | with No Comments

Tratto da https://www.aiabveneto.org/lestinzione-degli-insetti/

Un’analisi di 73 ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi anni sugli insetti dice che questi animali, essenziali per i nostri ecosistemi, si stanno estinguendo a una velocità otto volte superiore rispetto a quella dei mammiferi, dei rettili e degli uccelli. Secondo i ricercatori, più del 40 per cento delle specie di insetti conosciute è in costante declino e almeno un terzo è in pericolo. Stimano inoltre che la massa complessiva di insetti che popola il pianeta si stia riducendo del 2,5 per cento ogni anno: agli attuali ritmi potrebbero sparire entro un secolo con conseguenze catastrofiche per tutti gli altri animali, noi compresi.

farfalla

 

 

 

 

 

Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Biological Conservation, può apparire allarmista e catastrofista, ma si basa sui migliori dati raccolti finora sulle popolazioni di insetti in giro per il mondo e ha richiesto un grande lavoro di analisi e confronto dei dati.

Gli insetti sono la principale fonte di cibo per migliaia di specie animali, che potrebbero quindi non avere più di che nutrirsi, con conseguenze per l’intera catena alimentare sopra di loro.

Una ricerca compresa nell’analisi e svolta in Inghilterra, per esempio, ha rilevato come tra il 2000 e il 2009 sia scomparso il 58 per cento delle specie di farfalle dai campi coltivati. Le api, da anni al centro di studi sulle epidemie che ne hanno decimato la popolazione, non se la passano meglio. Si stima che negli Stati Uniti le colonie di questi insetti siano passate dai 6 milioni del 1947 ai 3,5 milioni dei giorni nostri. Quasi tutte le 350mila specie conosciute di coleotteri hanno subito riduzioni consistenti della loro popolazione.

Secondo l’analisi, la causa principale della riduzione globale della popolazione di insetti è dovuta alla costante estensione delle attività agricole. Per far posto alle coltivazioni si abbattono alberi e vegetazione selvatica, riducendo i luoghi in cui vivono numerose specie di insetti. L’utilizzo sempre più intensivo di pesticidi complica ulteriormente le cose, a cominciare dai neonicotinoidi e gli insetticidi a base di fipronil (fluocianobenpirazolo), che resistono a lungo nell’ambiente e si diffondono anche nelle aree protette, decimando le popolazioni di insetti che non c’entrano nulla con i danni alle piantagioni.

Quindi un tipo di agricoltura convenzionale non giova alla vita degli insetti, mentre l’agricoltura biologica potrebbe avere un impatto inferiore visto che gli insetticidi chimici sono vietati.

Se gli insetticidi sono la prima causa della morte di massa degli insetti alle nostre latitudini, ai tropici sono gli effetti del riscaldamento globale a causare i maggiori danni. L’evoluzione ha fatto sì che le specie di insetti tropicali fossero adatte a un clima sostanzialmente stabile, riducendo la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti. Il riscaldamento climatico sta portando a eventi estremi ai tropici e a sbalzi nella temperatura media, con conseguenze per gli insetti abituati a condizioni più stabili.

Gli insetti non solo fanno parte della catena alimentare, ma con le loro attività sono essenziali per la riproduzione delle piante, per mantenere ricco di sostanze nutritive il suolo per le coltivazioni e per riciclare i nutrienti. Senza di loro probabilmente non potremmo esistere e la Terra sarebbe un posto molto diverso da cosa è diventata.

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