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Menta

on maggio 26 | in Cura delle Piante, Progettare Giardino Biologico | by | with No Comments

 

Nome scientifico:  Mentha sp.

Famiglia: Lamiaceae (ex Labiatae)
Breve storia e note botaniche sulla pianta
La menta  è una pianta erbacea perenne, stolonifera, fortemente aromatica, appartenente  alla famiglia delle Labiate (Lamiaceae). Cresce in modo massiccio in tutta Europa, in Asia e in Africa e predilige sia le posizioni in pieno sole che la mezza ombra, ma può resistere anche a basse temperature. Molto conosciuta già dal tempo degli Egizi e dei Romani, veniva usata da Galeno come pianta medicinale

Principali specie
La Mentha piperita è la più propagata ma in realtà è un ibrido spontaneo tra M. aquatica x M. spicata (o viridis). Arriva fino a 60 cm di altezza, dotata di rizoma legnoso ha un andamento stolonifero, con foglie opposte portate da dei brevi piccioli, seghettate, ricoperte da una fitta peluria e provviste di numerose ghiandole.
Molto diffusa in Italia settentrionale, molto famosa la Menta di Pancalieri (Torino), da essa si estrae un olio molto usato nelle industrie dolciarie ed in farmacia.
I fiori sono piccoli con il calice porpora e la corolla violetta o biancastra portati da delle lunghe infiorescenze a capolino.
I suoi frutti (Acheni) producono dei semi con una bassissima germinabilità e per questo è considerata una pianta sterile.
Fiorisce in tarda primavera – estate ed è una pianta longidiurna vale a dire che ha necessità di un certo numero di ore di luce per poter fiorire (14-16 ore).
Esistono diverse varietà tra le quali ricordiamo:
Mentha piperita varietà officinalis, forma rubescens (che viene chiamata anche Mentha Mitcham o Mentha Nera con steli bruno rossastri, foglie screziate di rosso e fiori rosso-bruni, molto diffusa perché molto rustica e molto ricca di oli essenziali;
Mentha piperita varietà officinalis, forma pallescens.

 menta bianca  menta acquatica

Mentha bianca

Mentha acquatica


– Mentha Bianca:
con steli verdi, calice peloso e fiori bianchi che fornisce un’essenza di elevata qualità.
Mentha acquatica: cresce in Italia allo stato spontaneo in zone umide, mentre in Germania viene coltivata per produrre un’essenza commercializzata col nome di “Menta germanica”; i fiori sono globosi e sbocciano da giugno a settembre.
Mentha arvensis: foglie fino a 4 cm di larghezza, cresce spontanea in Toscana e Abruzzo e viene invece coltivata in Cina e Giappone.

 menta citrata2  mentuccia

Mentha citrata

Mentha pulegium

Mentha citrata o “Mentha bergamotto: alta  30 cm con foglie molto scure ed un profumo rinfrescante,  fiori color porpora e foglie color bronzo; cresce in Europa.

– Mentha gentilis : foglie e stelo molto pelosi, fiori color porpora.
– Mentha aurea : con foglie striate di giallo.

– Mentha pulegium: detta “mentuccia” in alcune zone, da non confondersi con la nepetella – non più alta di 40 cm ha foglie ovali, piccole e vellutate, i suoi fiori che corrono lungo tutto lo stelo sono di colore bianco o giallo ed è diffusa in tutta Italia in due qualità: “erecta” che cresce lungo le strade o nei fossi e “tomentosa” che cresce in ambienti aridi.

 mentha-requienii  menta-citrata

Mentha requienii

Mentha rotundifolia

– Mentha requienii : dalla pianta piccolissima (tra i 3 e 12 cm), molto nota in Corsica e in Sardegna, ha le foglie piccole e tonde e fiori color malva.
– Mentha rotundifolia o mentastro: cresce in cespugli e ha foglie piccole e rotondeggianti con peluria biancastra, i suoi fiori sono piccoli e di color bianco o porpora, pianta spontanea che cresce in Europa.

 copertina_MENTA-LONGIFOLIA  menta spicata

Mentha longifolia

Mentha spicata

– Mentha longifolia: ha foglie ovali, un’altezza tra i 40 e gli 80 cm, i fiori sono a spiga di color bianco o rosa, spontanea in tutta Italia.

 – Mentha spicata (menta romana): detta anche Mentha viridis:  steli rossastri, foglie lunghe, fiori rosati; molto comune  in Inghilterra. È una varietà della “longifoglia” ha foglie ovali allungate, dentate, i fiori sono a spiga molto allungata e di color porpora, coltivata in America Settentrionale ed in tutta Italia, cresce quasi esclusivamente in luoghi umidi.

 menta cervina

Mentha cervina

– Mentha cervina o  Preslia cervina: diffusa nei paesi che si affacciano al Mar Mediterraneo, si avvicina alla Mentha gattefossei

 

Esigenze pedoclimatiche
La caratteristica comune del genere Mentha è la necessità di dimorare in ambiente particolarmente umido, tale esigenza la si riscontra in ogni continente in cui è stata introdotta. Si ricorda infatti che una pianta di menta era d’obbligo durante le traversate oceaniche a bordo dei vascelli inglesi a fianco delle altre labiate aromatiche, al seguito del botanico del Royal Botanic Garden di Kew, figura sempre presente nei viaggi finanziati da Sua Maestà.
In generale dunque tutti i tipi di terreni sono buoni purché si rispetti la condizione di costante umidità.

 

Cure colturali e lavorazioni
La menta come abbiamo detto sopra ben si adatta a tutte le latitudini ma è più frequente trovarla dove la primavera è fredda e umida e l’estate è calda e asciutta, potendo crescere sia in pieno sole che in zone ombreggiate. Però i luoghi molto luminosi favoriscono una maggiore formazione di oli essenziali così come i giorni lunghi, e la temperatura maggiore.
La menta è una pianta che può essere coltivata sia in vaso che in piena terra, essendo stolonifera deve essere contenuta se allevata in aiuole predefinite. In pieno campo invece con una densità di impianto di 4 o 5 piante/mq, prevedendo una pacciamatura per i primi 6 mesi e fornita di impianto di irrigazione a goccia, permette di ottenere buoni raccolti per la produzione di oli essenziali. Le lavorazioni di fondo sono le solite per gli impianti di aromatiche: lavorazioni superficiali con ripper a  40cm di profondità per non alterare il profilo del terreno, concimazione con letame ben  maturo, fresatura evitando le attrezzature che compattano il terreno (consigliata la fresa miracolo nei piccoli impianti, mentre nei grandi appezzamenti le vibrofrese  danno i migliori risultati).

 

Irrigazione  
Richiede delle annaffiature regolari e generose soprattutto durante il periodo estivo.
Bloccare l’irrigazione 20 giorni prima di raccoglierla per la produzione di olio essenziale.
E’ importante non bagnare le foglie quando si annaffia in quanto l’evaporazione fa perdere oli essenziali, pertanto si consiglia l’uso di ali gocciolanti  o meglio tubi porosi, che garantiscono umidità costanti abbinata ad un risparmio d’acqua.

 

Propagazione
Per divisione: è molto semplice da propagare essendo una pianta stolonifera. Nei mesi invernali (N.B: in Italia  marzo- aprile) si  selezionerà il materiale da propagare che dovrà essere sano, e si procederà a dividere le piante con le attrezzature più idonee, effettuando tagli con lame ben affilate. Le nuove piantine verranno poi interrate in vasetti (diam.12-14) con terriccio a torba bruna a ph neutro o anche leggermente acido (ph 6-7) e ben drenante in quanto non ama i ristagni idrici, i vasi vengono lasciati su bancali freddi in vivaio.
Per talea apicale:
Si effettua in primavera. Le talee devono essere lunghe 15-20 cm, prelevate all’apice di piante di 2-3 anni in buona salute e vigorose. Vanno piantate per almeno i 2/3 della loro lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia, avendo cura di eliminare le foglie della parte che andrà sottoterra, e tenute in serra fresca (circa 18°C) fino a quando non saranno radicate (un  mese). Saranno trapiantate nella loro sede definitiva la primavera successiva.

 Concimazioni
Concimazione di fondo con letame ben compostato. Essendo una pianta molto rustica non necessita di particolari concimazioni.

Avversità
In pieno campo, essendo la pianta molto rustica è anche resistente alle principali malattie crittogamiche, se si è proceduto ad impianti ben fatti evitando ristagni idrici e densità d’impianto troppo fitte si verificano di rado lievi attacchi di Oidio e Peronospora.
In contenitore, invece  si registra un aumento delle fitopatie: malattie fungine, attacchi da parte di parassiti (afidi, tripidi o altre specie), difesa biologica, mal bianco (Oidium), Ampelomyces quisqualis.

Produzione, raccolta e conservazione
In Italia per la produzione di olio eterico le foglie di menta si possono raccogliere tutto l’anno, anche se raccolte al momento della piena fioritura, per lo più nel mese di agosto, hanno il maggior contenuto di oli essenziali e di mentolo libero e un basso contenuto in mentone che conferisce un odore aspro.
Dopo la  raccolta va consumata o allo stato fresco oppure essiccata all’aria e all’ombra, anche da secca mantiene il suo aroma.

La Mentha piperita è la più apprezzata in quanto sintetizza un olio etereo costituito principalmente da:
mentolo (50-60%) , mentone (9-12%),  mentolo esterificato, il pulegone ed altri derivati terpenici, sostanze amare, resinose, ecc.
L’olio si trova in maggiore quantità nelle foglie che ne contengono 0,3-0,4% fino ad oltre l’1%.

Biodinamica
Particolari cure necessita nella fase d’impianto: trattare con il preparato 500 almeno due volte prima di procedere all‘impianto. Utilizzare il  preparato 501  per migliorare aroma e tenore in olii essenziali.
Uso del calendario biodinamico: rispettare in particolare la pratica delle lavorazioni e della raccolta in giorni di fiori, come viene consigliato per gran parte delle piante aromatiche dal calendario di M. Thun.

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