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Piante da frutto: tempi di fruttificazione e modi per riuscire ad anticiparla in modo naturale

on ottobre 2 | in Giardino Biodinamico | by | with No Comments

Chi intende cominciare a mettere a dimora qualche pianta da frutto sicuramente si porrà la fatidica domanda: “Quanto tempo occorrerà prima di poter mangiare qualche frutto?”. Si tratta di una domanda legittima, la cui risposta porta spesso a orientare le scelte.

CONSIGLIA GENERALI VALIDI PER TUTTE LE SPECIE

La pianta da frutto è un organismo vivente che, nel caso delle numerosissime varietà disponibili presso i vivai specializzati è stata selezionata dall’uomo per ottimizzare molti aspetti della sua biologia, a partire dalle varietà e portinnesti idonei ai diversi terreni e ambienti climatici, per arrivare all’adozione di idonee pratiche colturali. Prima di entrare nel dettaglio delle singole specie, vediamo quali sono gli aspetti più generali che riguardano un po’ tutte le specie da frutto.

Scelta della specie. Ogni specie da frutto si differenzia dall’altra per dimensioni dell’albero, esigenze di clima e terreno, e naturalmente età dell’entrata in produzione. Se l’obiettivo del coltivatore amatoriale è quello di avere ben presto la soddisfazione di avere frutti per la mensa, è chiaro che si preoccuperà di applicare tutte le tecniche per ottenere delle piante che forniscano produzioni abbondanti nell’arco di pochi anni. Ogni specie ha, infatti, una fase di allevamento e una di produzione più o meno lunga. Per favorire una precoce entrata in produzione è importante che la fase di allevamento sia resa quanto più breve possibile con l’adozione di alcune cure e tecniche agronomiche.

Preparazione del terreno. Un’adeguata preparazione del terreno è importante per riuscire a coltivare piante con un più breve periodo di allevamento. Il suolo deve essere lavorato in profondità (fino a 50-70 cm) con una ripuntatura, quindi senza rimescolare i vari strati, in modo che il terreno più superficiale (all’incirca i primi 30 cm), quello più ricco di nutrienti, rimanga nella stessa posizione. La lavorazione deve poi essere estesa oltre la futura proiezione della chioma sul terreno, in modo che il giovane apparato radicale, specialmente se vigoroso, si espanda rapidamente.

Scelta di varietà e portinnesto. Una scelta sempre ragionata è quella della varietà, che viene giustamente effettuata in base ai seguenti aspetti: bontà del frutto, adattabilità all’ambiente di coltivazione, eventuale resistenza a malattie e parassiti. Per orientare al meglio la scelta è necessario informarsi presso il vivaista anche riguardo al portinnesto adottato, in quanto influenzerà, in buona parte, anche la precoce messa a frutto. Il portinnesto, infatti, è la parte dell’albero che fornisce l’apparato radicale e, in definitiva, rende adatta una varietà alle condizioni del terreno, influenzandone la vigoria, il portamento e la produttività.

Scelta del materiale vivaistico. Presso i vivai specializzati è possibile acquistare giovani piante da frutto disponibili sotto forma di diverse tipologie. In particolare, a livello amatoriale le forme più diffuse sono l’astone (pianta che può avere un’età di 6-8 mesi fino a 1-2 anni dall’innesto, di solito fornita a radice nuda) e le piante in contenitore, che talvolta consentono di anticipare l’età di produzione, a patto che non si tratti di individui “invecchiati” nel contenitore (un diametro alla base del fusto superiore ai 2 cm, unitamente alla presenza di radici di dimensioni differenti tra loro molto affastellate e con terriccio scarso, sono spesso sintomo di un eccessivo invecchiamento in vaso).

Importanza dell’impollinazione. Altro fattore importante è quello di garantire che la varietà da frutto scelta sia impollinata. Per questa ragione è fondamentale conoscere se si tratta di varietà autofertile (che si impollina autonomamente e fruttifica regolarmente anche se si è messo a dimora un singolo individuo) o autosterile (che necessita di impollinazione incrociata e richiede la presenza di un’altra varietà impollinatrice). Ai fini dell’anticipo dell’età di fruttificazione, si tenga conto che, tendenzialmente, una varietà autofertile produce a un’età più precoce rispetto a una varietà autosterile.

Forma di allevamento e potatura. Una pianta da frutto deve essere allevata, fin dalla più giovane età, in una forma di allevamento che ne assecondi la naturale predisposizione vegetativa, consentendo la facile raccolta dei frutti e, al contempo, assicurando la massima produzione.

Con una corretta e contenuta potatura secca invernale e, soprattutto, con una razionale potatura verde durante la primavera-estate si garantisce il naturale equilibrio vegeto-produttivo dell’albero, favorendo la formazione delle gemme a fiore e, conseguentemente, la produttività della pianta, che in taluni casi potrà essere anticipata già durante la fase di allevamento.

Per anticipare l’entrata in produzione, qualsiasi sia la forma di allevamento adottata, bisogna far si che all’interno della chioma penetri luce in abbondanza, in modo da favorire una buona maturazione delle gemme e del legno e anche per prevenire l’alternanza di produzione, tipica per esempio di specie come l’albicocco.

Cure di coltivazione. Durante gli anni di coltivazione, oltre alle potature sono soprattutto le concimazioni e le irrigazioni che favoriscono o deprimono la produttività di un albero da frutto.

In particolare, una concimazione carente determina una scarsa vegetazione con l’ottenimento di frutti di mediocre sapore, colore e conservazione. Anche una concimazione troppo ricca di azoto porta a squilibri di nutrizione, con formazione di alterazioni che deprimono la produzione soprattutto dal punto di vista qualitativo. Per eseguire una concimazione equilibrata occorre determinare, tramite un’analisi chimica, la dotazione in macro e micronutrienti del terreno e valutare le restituzione degli elementi fertilizzanti in base agli asporti annuali e ai tempi di assorbimento degli elementi nutritivi che si intende utilizzare.

Anche la corretta irrigazione, soprattutto nei primi anni dall’impianto, è fondamentale. Occorre senz’altro arrivare a bagnare i primi 20-30 cm di terreno, che sono quelli esplorati dalle radici. Prima di ogni irrigazione è consigliabile accertarsi, scavando con un badile, se il terreno è veramente secco e, dopo l’apporto di acqua, verificare fin dove si è arrivati a bagnare.


ACTINIDIA

actinidiaIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un’actinidia inizia a fruttificare dopo 3 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendono da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 35-40 anni dall’impianto.

Consiglia specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Materiale vivaistico. Piante a radice nuda riprodotte per talea (talea semilegnosa) o microtalea (ottenuta da laboratori specializzati che forniscono poi le piantine ai vivaisti).
Forma di allevamento. Pergola.


ALBICOCCO

albicoccoIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un albicocco inizia a fruttificare dopo 2 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 20-25 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Occorre puntare su portinnesti poco vigorosi (tipo Rubira, Ishtara, MRS 2/5), anche se di norma l’albicocco viene innestato su portinnesti vigorosi (tipo il Mirabolano 29C) che ritardano l’entrata in produzione,
Materiale vivaistico. Astone a radice nuda.
Forma di allevamento. Vaso a 3 branche.


CASTAGNO

castagnoIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”) un castagno ibrido euro-giapponese, inizia a fruttificare dopo 2 anni dall’impianto, un castagno europeo dopo 3-4 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 80-100 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Nel caso del castagno, che possiede una lunghissima carriera produttiva, non è di alcuna utilità pratica cercare di ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi naturali della pianta. Si otterrebbero pochi frutti in più nel periodo iniziale di scarsissima produttività, correndo il rischio di compromettere la corretta formazione della struttura della pianta e di pregiudicarne la piena produttività.
Portinnesto. Il portinnesto generalmente impiegato è il selvatico delle diverse specie, meglio se ottenuto dal seme della medesima varietà.
Materiale vivaistico. Il castagno si avvantaggia del trapianto di astoni a radice nuda. L’utilizzo di piante in vaso o in zolla non è di alcuna utilità pratica e può, anzi, creare notevoli problemi di attecchimento.
Forma di allevamento. La forma di allevamento consigliata è quella libera, cioè quella che la pianta tende naturalmente ad assumere in natura.


CILIEGIA

ciliegiaIn situazione di normalità (cioè seguendo le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un ciliegio inizia a fruttificare dopo 2-4 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 10-30 anni (anche 40 anni nel caso di portinnesto franco) dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Protinnesto. I portinnesti che favoriscono una precoce entrata in produzione sono, nell’ordine, Gisela 5, Gisela 6, Maxma, Colt e infine il selvatico.
Materiale vivaistico. Astone.
Forma di allevamento. Fustetto e asse colonnare.


FICO

ficoin situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un fico inizia a fruttificare dopo 3-4 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 30 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Si utilizzano indifferentemente piante innestate su franco e quelle sorte da pollone.
Materiale vivaistico. Le piante in contenitori possono anticipare la produzione di qualche anno.
Forma di allevamento. Alberello più o meno libero, a colonna o anche piramidale.


GIUGGIOLO

giuggioloIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un giuggiolo inizia a fruttificare dopo 2-3 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 30-40 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Si utilizzano indifferentemente piante innestate su franco e quelle sorte da pollone.
Materiale vivaistico. Le piante in contenitori possono anticipare la produzione di qualche anno.
Forma di allevamento. Alberello più o meno libero, a colonna o anche a piramide.


KAKI

kakiIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un kaki inizia a fruttificare dopo 2-3 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 25-30 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Diospyros lotus, che induce precoce e costante produttività e si adatta a diversi tipi di terreno.
Materiale vivaistico. Si consiglia l’astone innestato a radice nuda; piante allevate in contenitori anticipano la messa a frutto solo se non sono eccessivamente sviluppate.
Forma di allevamento. A vaso a media impalcatura (100-120 cm dal suolo) oppure quella a palmetta.


MANDORLO

mandorloIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un mandorlo inizia a fruttificare dopo 5-7 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 50-60 anni dall’impianto).

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. GF 677 (pesco x mandorlo).
Materiale vivaistico. Astone o pianta innestate con pane di terra.
Forma di allevamento. Vaso a 3 o 4 branche con impalcatura a 60-80 cm da terra.


MELO

meloIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un melo inizia a fruttificare dopo 2-3 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare, soprattutto a livello qualitativo, dopo 15-20 anni (anche 40 anni nel caso di portinnesto franco) dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. M9 (medio-debole vigoria).
Materiale vivaistico. Astone o pianta innestata con pane di terra.
Forma di allevamento. Vaso a 3 o 4 branche con impalcatura a 60-80 cm da terra.


NESPOLO COMUNE

nespolo-comuneIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un nespolo comune inizia a fruttificare dopo 3-4 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 30 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Franco e cotogno.
Materiale vivaistico. Indifferentemente astone innestato o polloni radicali.
Forma di allevamento. Globo


NESPOLO DEL GIAPPONE

nespolo-giapponeIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un nespolo del Giappone inizia a fruttificare dopo 2-3 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 20-35 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Cotogno
Materiale vivaistico. Astone innestato.
Forma di allevamento. Globo.


NOCCIOLO

noccioloIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un nocciòlo inizia a fruttificare dopo 4-6 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 20-25 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare la produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Sono in corso verifiche sperimentali per trovare portinnesti poco o per nulla polloniferi. Per il momento non sono reperibili sul mercato piante di nocciòlo innestate.
Materiale vivaistico. Astoni di 2 anni di vivaio che hanno un apparato radicale maggiormente sviluppato.
Forma di allevamento. Cespuglio o vaso cespugliato.


NOCE

noceIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un noce inizia a fruttificare dopo 3-4 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 40 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Noce nero (Juglans nigra).
Materiale vivaistico. Astone innestato.
Forma di allevamento. Vaso libero a 3 branche oppure la forma ad asse centrale.


OLIVO

olivoIn situazioni di normalità (cioè seguendo le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un olivo inizia a fruttificare dopo 3-4 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo numerosi decenni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Materiali vivaistico. Orientarsi indifferentemente verso materiale autoradicato o innestato, purché ricco di rami di un anno orizzontali e/o penduli.
Forma di allevamento. Orientarsi verso il cespuglio, forma naturale di crescita dell’olivo, da realizzare in assenza di ogni intervento di potatura.


PERO

peroIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un pero inizia a fruttificare dopo 2-3 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare, soprattutto a livello qualitativo, dopo 15-20 anni (anche 40 anni nel caso di portinnesto franco) dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Cotogno, BA29, Sydo.
Materiale vivaistico. Attualmente i vivai forniscono piante già preformate con rami anticipati che inducono ad una precoce messa a frutto rispetto agli astoni.
Forma di allevamento. Fusetto.


PESCO

pescoIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un pesco inizia a fruttificare dopo 2 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 12-15 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Occorre puntare su portinnesti poco vigorosi (tipo Julior, Ishtara, Barrier), anche se di norma il pesco viene innestato su portinnesti vigorosi (tipo il GF 677) che ritardano l’entrata in produzione.
Materiale vivaistico. Astone a radice nuda.
Forma di allevamento. Vaso a 3 branche.


PISTACCHIO

pistacchioIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite dal paragrafo “consigli generali”), un pistacchio inizia a fruttificare dopo 6-7 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 60-70 anni dall’impianto.

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Terebinto (Pistacia terebinthus).
Materiale vivaistico. Piante allevate in contenitore, che hanno già superato la fase giovanile e più prossime alla prima produzione.
Forma di allevamento. Vaso libero.


SUSINO

susinoIn situazioni di normalità (cioè seguendo tutte le indicazioni pratiche fornite nel paragrafo “consigli generali”), un susino inizia a fruttificare dopo 2 anni dall’impianto. Indicativamente, dipendendo da moltissimi fattori (cure colturali, corrette potature, stato sanitario), la fruttificazione comincia invece a scarseggiare dopo 20-25 anni dall’impianto.

 

Consigli specifici per anticipare l’età di produzione. Per ottenere un anticipo della fruttificazione rispetto ai tempi normalmente necessari consigliamo quanto segue.
Portinnesto. Occorre puntare su portinnesti poco vigorosi (tipo Julior Yaspi, Penta), anche se di norma il susino viene innestato su portinnesti vigorosi (tipo il Mirabolano 29C) che ritardano l’entrata in produzione.
Materiale vivaistico. Astone a radice nuda.
Forma di allevamento. Vaso (consigliato per le varietà più vigorose) e Y trasversale (consigliato per le varietà meno vigorose).

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