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Peperoncini, le malattie più comuni che li colpiscono e come curarle

on settembre 6 | in Orto Biodinamico | by | with No Comments

Le piante di peperoncino sono facili da coltivare, tuttavia qualche difficoltà può insorgere nel momento in cui si manifestano alcune avversità. Ecco come riconoscerle, prevenirle e curarle per ottenere un raccolto sano e abbondante.

INSETTI
Gli insetti sono senza dubbio l’avvesità più evidente e più facile da riconoscere. Quelli che maggiormente attaccano il peperoncino sono rappresentati da afidi, aleurodidi e tripidi.
Gli afidi comprendono un gran numero di specie e forme, sia attere che alate; quelli che più comunemente colpiscono il peperoncino appartengono ai generi Aphis, Myzus e Macrosiphum (per esempio Macrosiphum euphorbiae e Aphis gossypii). Questi insetti, con le loro punture, causano deformazioni fogliari che possono ridurre la capacità fotosintetica e sottraggono linfa causando deperimento della pianta; con le loro punture, inoltre, possono trasmettere virus (vedi relativo paragrafo) da piante infette a piante sane. Gli afidi, poi. producono abbondanti deiezioni appiccicose e ricche di zuccheri (melata), sulle quali si possono sviluppare malattie fungine come per esempio la fumaggine, causata da funghi saprofiti.
Spesso le infestazioni degli afidi sono contenute o debellate grazie alla presenza di predatori naturali, in particolare coccinelle, le cui larve e adulti si nutrono avidamente di questi insetti.
Gli aleurodidi (comunemente noti come “mosca bianca”) comprendono molte specie, come per esempio Trialeurodes vaporarium e Bemisia tabaci.
Si tratta di piccoli insetti bianchi provvisti di ali, che generalmente si localizzano sulla pagina inferiore delle foglie. I danni che provocano sono simili a quelli degli afidi.
I tripidi sono un’avversità più insidiosa, perché sono di piccole dimensioni (meno di 1 mm) e si spostano assai velocemente. Le loro punture sono la causa più probabile (anche se non del tutto accertata) di tipiche deformazioni delle foglie più giovani, che si verificano spesso a inizio stagione, soprattutto su varietà di Capsicum chinense. Anche i tripidi possono veicolare numerosi virus. Occasionalmente dei danni possono essere causati anche da cavallette, bruchi di lepidotteri e cimici.
Difesa
Per la lotta contro gli insetti si possono utilizzare vari insetticidi peritroidi, ma la prima domanda che si deve porre di fronte a un loto attacco è se risulta effettivamente necessario il loro impiego. A volt, soprattutto a inizio stagione e su piante nei primi stadi di sviluppo, la soluzione più semplice consiste nell’eliminare fisicamente gli insetti schiacciandoli con le dita.
Quando l’impiego di un insetticida è necessario, è preferibile ricorrere all’uso di prodotti che contengono principi attivi con un elevato potere abbattente, come per esempio il piretro-2 abbinato all’olio di neem
, da somministrare alla comparsa degli insetti alle dosi indicate in etichetta. Il piretro naturale agisce unicamente per contatto, per questo motivo è importante bagnare con grande cura le piante colpite, anche la pagina inferiore delle foglie.
In combinazione con un intervento antiparassitario si consiglia l’impiego di trappole cromotropiche(fogli adesivi colorati di giallo o di blu), da applicare preventivamente tra le piante (preferibilmente in alto, appena sopra le chiome), che attirano e catturano gli insetti parassiti. Le trappole gialle attirano afidi e aleurodidi, quelle blu tripidi. Le trappole consentono di monitorare la presenza degli insetti, ma in caso di invasioni massicce contribuiscono al loro controllo effettuando un gran numero di catture.

ACARI
Un’insidia meno frequente che può colpire i peperoncini, e che a volte è difficile da individuare, è costituita dagli acari. Oltre al classico ragnetto rosso (Tetranchus urticae, 0,5 mm), facilmente riconoscibile perché forma colonie numerose e produce tipiche ragnatele sulle foglie, sono abbastanza frequenti attacchi di eriofidi e tarsonemidi, piccolissimi acari di colore biancastro che si spostano velocemente sulle foglie. Gli attacchi possono causare deformazioni fogliari tipiche (le foglie assumono cioè una forma a barchetta rovesciata) e seccumo a carico degli apici, dei boccioli e delle nuove foglioline.

Difesa
Per combattere gli acari utilizzare prodotti specifici a base di olio vegetale
Gli interventi vanno realizzati alla comparsa dei primi sintomi, dopo aver rilevato la presenza di acari con l’aiuto di una lente di ingrandimento.

FUNGHI, BATTERI E VIRUS
Altre malattie che possono colpire il peperoncino sono causate da funghi, batteri e virus. Distinguere queste malattie sulla base dei sintomi può risultare difficile. La diagnosi è relativamente semplice nel caso di alcune malattie causate da funghi. Le piantine nei primi stadi di crescita possono essere facilmente colpite da Phytophthora e Pythium, agenti fungini che causano marciume a livello del colletto (dove il fusticino si inserisce sulle radici). In questo punto la piantina presenta una forte strozzatura, ma nonostante sia ancora verde e apparentemente sana è destinata a soccombere. Nel caso alcune piantine siano colpite da questi marciumi occorre evitare che si propaghino a quelle sane vicine evitando ogni forma di contatto con le altre piante; in particolare è da evitare l’irrigazione dal basso utilizzando un contenitore comune a più piante, perché l’acqua può veicolare il fungo da una pianta all’altra.
Una malattia tipica che colpisce le piante adulte è invece l’appassimento simultaneo di tutta la pianta, pur in presenza di una buona umidità a livello del terriccio. Questo tipo di problema è causato da funghi appartenenti ai generi Verticillium e Fusarium e da batteri appartenenti al genere Pseudomonas, che chiudono i vasi linfatici impedendo il passaggio di nutrienti e acqua dalle radici al resto della pianta. Le piante colpite possono riprendersi nelle ore più fresche della giornata, ma solo temporaneamente, in quanto la morte è inevitabile entro pochi giorni.
I peperoncini, come detto, possono essere attaccati anche da virus, microrganismi trasmessi da afidi o tripidi che li diffondono da piante infette a piante sane. Alcuni tipi di virus si possono diffondere anche per contatto e via seme. Il riconoscimento di una malattia causata da un virus è sempre problematico, perché i sintomi possono essere molto variabili e non tutte le varietà e specie di peperoncino sono sensibili in pari misura. In generale, alterazioni delle foglie con comparsa di vari tipi di decolorazione (mosaico) rappresentano un valido indizio.
Molti virus, comunque, non sono letali. Le piante possono continuare a vegetare e fruttificare sino a fine stagione.

Difesa
Per prevenire e/o rallentare il diffondersi di malattie di origine fungina e batterica è opportuno evitare un’eccessiva umidità del terriccio e ristagni d’acqua. Anche un trattamento con prodotti a base di rame, da effettuare preventivamente e da ripetere dopo piogge intense o temporali con vento e grandine, può essere utile a contrastarle.
Per quanto riguarda i virus, non ci sono rimedi per combatterli, ma sono consigliabili pratiche che possono limitarne la diffusione. Le piante sospette devono essere isolate da quelle sane, meglio ancora eliminate. Se c’è il sospetto della presenza di un virus trasmissibile per contatto, occorre prestare particolare attenzione a non diffonderlo di pianta in pianta, per esempio lavorando prima su piante malate e poi su piante sane. Se invece c’è il dubbio della presenza di un virus trasmissibile via seme, è ovviamente opportuno non utilizzare semi ottenuti da piante sospette.

FISIOPATIE
I peperoncini sono anche soggetti ad alcune fisiopatie (alterazioni che non sono causate da insetti, funghi, batteri e virus, ma da carenze o eccessi di elementi nutritivi nel terreno, squilibri fisiologici, ecc.), soprattutto nel caso di piante coltivate in un ambiente chiuso nei primi stadi di crescita e portate poi all’aperto.
Le piante cresciute in un ambiente chiuso hanno spesso foglie molto grandi e poco robuste, non adatte perciò a sopportare il pieno sole. E’ necessario pertanto che si adattino gradualmente alla vita all’aria aperta esponendole al sole nelle ore mattutine e del tardo pomeriggio. In caso contrario le foglie si possono scottare, anche gravemente. Non si tratta di un problema che compromette la pianta, in quanto nuove foglie sane e forti si formeranno, anche se si verificherà una notevole battuta d’arresto nella crescita.
Altra fisiopatia tipica della coltivazione in ambienti chiusi è la formazione di vari tipi di escrescenze suberose sulle foglie, in particolare sul fogliame di varietà di Capsicum chinense e formazioni simili a cristalli di sale su tutta la lamina fogliare di varietà di Capsicum annuum. Queste fisiopatie non costituiscono un problema per le piante, non rallentano la crescita e non compromettono il raccolto.

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