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Coltivare il mirtillo: caratteristiche, esigenze e scelta delle varietà

on settembre 25 | in Giardino Biodinamico | by | with No Comments

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Il mirtillo è un frutto che sta vivendo una fase di grande espansione in tutti i Continenti. L’area di massima diffusione della coltura è rappresentata dagli Stati Uniti, mentre in Europa viene coltivato nel Regno Unito, in Spagna, in Italia e nei Paesi dell’Est.
Il frutto, poi, si concilia bene con le attuali esigenze dei consumatori: è dolce, saporito, di facile trasporto e consumo, ipocalorico, benefico. Non a caso gli anglosassoni lo hanno incluso nel novero dei 10 superfood (cibi di qualità salutari superiori) per le sue proprietà nutritive e salutistiche: 100 grammi di bacche di mirtillo al giorno forniscono solamente 57 calorie, ma aiutano a prevenire l’invecchiamento organico, riducono il rischio di malattie cardiovascolari, rallentano i processi di invecchiamento neurologico, proteggono dalle infezioni dell’apparato urinario.
La specie di mirtillo (genere Vaccimium myrtillus), il mirtillo rosso europeo (Vaccimium vitis idaea) e il mirtillo di palude (Vaccimium oxicoccus).
La specie di mirtillo cui si deve la rapida diffusione della coltura è il mirtillo gigante (Vaccimium corymbosum), pianta originaria del Nord America dalla quale, per ibridazione con il mirtillo nano (Vaccimium angustifolium), sono state ottenute quasi tutte le varietà coltivate.

CARATTERISTICHE BOTANICHE
Il mirtillo gigante è un arbusto perenne, a portamento cespuglioso ed eretto, la cui altezza in età adulta può superare i 2 metri.
L’apparato radicale si sviluppa negli strati superficiali del terreno ed è costituito da poche robuste radici con sezione di 8-10 mm, alle quali è affidata la funzione di ancoraggio al suolo, e da un fitto intreccio di radici finissime, a cui è preposto il compito di assorbire le sostanze nutritive.
Le foglie sono caduche, grandi (3-5 cm x 7-9 cm), glabre, di forma ovale allungata con apice appuntito; il loro margine si presenta intero o poco seghettato. In autunno assumono sfumature molto suggestive per l’accumulo di pigmenti di colore rosso vivo.
I rami dell’anno presentano un colore giallo dorato o rossiccio. Essi portano gemme a fiore di forma globosa nella parte apicale, gemme a legno, più piccole e appuntite, nella porzione basale. Il legno di 3-4 anni assume colore grigio-biancastro e tende a fessurarsi longitudinalmente. La specie mostra un’intensa attitudine a emettere vigorosi rami vegetativi (polloni) sia a livello del ceppo, sia alla base delle branche principali.
I fiori sono di colore bianco rosato, hanno una corolla di forma cilindrica tipicamente rivolta verso il basso. La fioritura avviene con progressione scalare a partire dalla seconda – terza decade di aprile e i fiori sono raggruppati in fitte infiorescenze (racemi). I fiori sono ermafroditi, il grado di autofertilità (capacità di produrre frutto a partire da una sola pianta o varietà variabile in funzione delle singole varietà) è elevato, l’impollinazione è entomofila, legata cioè all’attività degli insetti pronubi. L’impollinazione incrociata, garantita dalla compresenza di più varietà, favorisce comunque costanza e qualità della produzione.
Il frutto è una bacca, di 1-5 grammi di peso, di colore blu-azzurro, intensamente ricoperta di pruina (cera biancastra superficiale). La polpa presenta minuscoli semi al suo interno, è di colore verde biancastro, di sapore dolce-acidulo, molto aromatica.
Le varietà di mirtillo sono unifere (garantiscono cioè una sola produzione all’anno) e la maturazione dei frutti inizia da fine maggio e si può protrarre fino ad agosto-settembre.

CRITERI DI SCELTA DELLE VARIETA’
Le indicazioni che seguono intendono fornire un indirizzo nella scelta delle varietà tra le molte disponibili sul mercato vivaistico, adattandosi alle esigenze di piccole e medie aziende agricole.
La scelta è stata effettuata sulla base delle caratteristiche del frutto e della pianta: bontà del frutto, costanza e abbondanza della produzione, resistenza alle malattie e rapidità delle operazioni di raccolta.
La scelta della o delle varietà da coltivare va affrontata avendo chiari gli obiettivi commerciali che s’intende perseguire. La produzione nazionale di mirtilli s’inserisce tra l’offerta precoce spagnola e i grossi quantitativi disponibili sul mercato nel mese di luglio provenienti dalla Gran Bretagna e dai Paesi dell’Est-Europa.
L’evoluzione dei prezzi risente di questi fattori: risulta premiante per le varietà a maturazione precoce (fine maggio), subisce un calo nel mese di luglio-inizio agosto, mostra valori in netto rialzo con il prodotto collocato in epoca tardiva di agosto-settembre.
La scelta varietale deve inoltre tener conto di diversi fattori:

  • disponibilità lavorativa (numero di addetti) nell’epoca di punta, cioè le due-tre settimane in cui i frutti della varietà maturano;
  • disponibilità o meno di locali per la refrigerazione del prodotto per dilazionare le consegne;
  • distanza tra il luogo di produzione e il luogo di consegna o di consumo del prodotto raccolto (per esempio a “km zero”);
  • possibilità di utilizzo del prodotto in azienda tramite lavorazione dei mirtilli.

I singoli fattori elencati possono orientare la scelta varietale agendo sulla necessità di concentrare la raccolta dei mirtilli in un periodo breve o, al contrario, dilazionarla in un periodo più esteso per far fronte a una produzione che copra due-tre mesi. Alcune varietà hanno la capacità di conservare intatte le qualità estetiche e gustative dei frutti, in cella frigorifera, per un periodo maggiore rispetto ad altre: vanno preferite nel caso di una richiesta di prodotto più frazionata.
L’impianto di un mirtilleto monovarietale (costituito da una sola varietà autofertile) dà luogo a un periodo di raccolta concentrato in due-tre settimane con passaggi a cadenza quotidiana. Un impianto costituito da più varietà a maturazione scalare può estendere il periodo di raccolta a 60 giorni, situazione senz’altro consigliabile a livello di piccola coltivazione familiare.
Infine, la trasformazione in azienda dei mirtilli, occupa una maggior quantità di lavoro rispetto a quella richiesta dalla sola raccolta dei frutti. La contemporaneità delle due operazioni richiede un maggior numero di addetti.

VARIETA’ CONSIGLIATE
Le varietà di mirtillo sono suddivise, in base all’epoca di maturazione, in:

  • precoci (maturazione dei frutti da fine maggio a fine luglio);
  • medie (maturazione dei frutti da fine giugno a metà-fine luglio);
  • tardive (maturazione dei frutti da metà luglio a metà agosto, talune fino a settembre).

1. Duke (precoce). Varietà con buona resistenza la freddo. Cespuglio a portamento eretto che ne facilita la raccolta. Frutti fittamente ricoperti di pruina, con buone qualità gustative e molto aromatici, di facile distacco dalla pianta. Raccolta veloce. Conservabilità dei frutti limitata.
2. Draper (medio-precoce). Cespuglio poco vigoroso a portamento espanso. Produttività elevata e costante. I frutti sono di grossa pezzatura, intensamente ricoperti di pruina, di ottimo sapore e conservabilità. Facile da raccogliere a la maturazione concentrata dei frutti.
3. Bluecrop (medio-tardiva). Varietà più coltivata nel mondo per produttività e adattabilità, resistente ai freddi invernali e ai ritorni di gelo tardivi, con buona tolleranza alla siccità. Cespuglio vigoroso a portamento eretto. Produttività buona. Frutti consistenti, di aspetto pruinoso, con ottime caratteristiche organolettiche.
4. Liberty (medio-tardiva). Cespuglio assurgente. Frutto intensamente ricoperto di pruina, di dimensioni medie e di ottimo sapore. Varietà produttiva che richiede sostegni, in quanto il carico dei frutti fa inclinare i rami fruttiferi fino a terra.
5. Elliot (tardiva). Cespuglio a portamento eretto e vigoroso dotato di elevata produttività. Frutto di media pezzatura, con grado zuccherino medio, con elevato contenuto in antociani a capacità antiossidante. Permette di estendere il periodo di commercializzazione e consumo ad agosto inoltrato.

Varietà a medio e ridotto fabbisogno di freddo
Sono varietà di più recende introduzione, che meglio si adattano agli ambienti con clima invernale mite (vanno coltivate ad altitudine inferiore ai 500 metri sul livello del mare per la scarsa resistenza al freddo invernale).
6. Misty (precoce). Pianta di taglia media a portamento espanso. Frutto di dimensioni medie, consistente. Sapore e aroma ottimi. Buona conservazione post-raccolta.
8. Ozarkblue (tardiva). Cespuglio vigoroso, di elevata e costante produttività. Frutto di grosse dimensioni, consistente, pruinoso, di sapore dolce sub-acido, dotato di buona conservazione. Raccolta facile e veloce.

Varietà di mirtillo conilopide (Vaccinium ashei)
Sono varietà che per le caratteristiche vegetative, il ridotto fabbisogno di freddo e l’adattabilità al clima mite si mostrano idonee alla coltivazione in ambienti meridionali.
9. Powderblue (tardiva). Varietà molto produttiva. Frutto di pezzatura media e molto consistente.
10. Centurion (tardiva). Varietà di buona vigoria, produttività media, con frutti di medie dimensioni, di colore blu scuro, di aroma gradevole. Adatta a suoli compatti.

NUMERO DI ORE DI FREDDO
Come già detto in premessa, le varietà di mirtillo coltivate sono state ottenute in gran parte dall’ibridazione tra mirtillo gigante e mirtillo nano americano (Vaccimium corymbosum x Vaccimium angustifolium), allo scopo di assicurare una maggior resistenza al freddo e alle malattie, nonché una tagli ridotta delle piante.
Per garantire il normale sviluppo vegetativo e la costante produttività della pianta è indispensabile che il luogo di coltivazione assicuri l’accumulo di un numero di ore di freddo, che nelle varietà più diffuse si colloca tra 400 e 1000 ore/anno. Per fabbisogno di freddo si intende la sommatoria delle temperature utili, comprese cioè tra valori di 2,5°C e 9°C, che la singola varietà deve accumulare nel corso dei mesi invernali, affinché la pianta possa esprimere al meglio le proprie potenzialità vegetative. Nelle aree caratterizzate da inverno mite con temperature spesso superiori ai 12-16°C il mancato soddisfacimento del fabbisogno di freddo rappresenta una forte limitazione alla coltivazione del mirtillo. La pianta vegeta in maniera irregolare, non produce, stenta. Il problema può essere risolto, entro certi limiti, con l’adozione di varietà a basso fabbisogno di freddo (per esempio Misty, Legno, Ozarkblue) che permettono la coltivazione del mirtillo nella fascia climatica che si estende tra i 200 e i 500 metri sul livello del mare.

ESIGENZE CLIMATICHE
Per quanto riguarda le esigenze climatiche, la pianta di mirtillo mostra una buona tolleranza al freddo invernale (resiste a – 27°C) nella fase adulta, resistenza che è inferiore negli individui giovani, più sensibili al gelo. Temperature di poco sotto lo zero (- 2°C) sono estremamente dannose dopo la ripresa vegetativa della pianta e in fioritura, per cui nelle aree alpine è consigliabile evitare la costruzione dei nuovi impianti in zone di fondovalle. I migliori risultati produttivi negli impianti di mirtillo si ottengono nei climi temperati freschi che presentino estati calde e soleggiate, come per esempio sulle dorsali alpine e appenniniche del nostro Paese.
Per quanto riguarda i limiti di tolleranza alle temperature estive, il mirtillo manifesta gravi problemi di disseccamento e stress idrico con temperature al di sopra della soglia dei 30-32°C. L’apparato radicale della specie è estremamente fine e superficiale: con temperature del terreno superiori ai 20°C le radici manifestano difficoltà nel garantire il rifornimento idrico alle foglie con conseguente collasso generale della pianta e successivo disseccamento. Questo particolare esclude dalla coltivazione del mirtillo tutte quelle zone in cui le temperature estive si mantengono lungamente al sopra dei 30°C. Per ovviare a questo problema si sta diffondendo, la coltivazione del mirtillo conilopide (Vaccimium ashei), che assicura una maggior adattabilità alle zone di coltivazione meridionali.

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