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Buddleie, generosi arbusti da fiore che attirano le farfalle

on giugno 5 | in Consulenza Giadinaggio, Giardino Biodinamico | by | with No Comments

Fioriscono abbondantemente nel cuore dell’estate, colorando di sgargianti colori aiole, bordure miste ma anche terrazzi e balconi. Resistono egregiamente alla siccità e sono facilissime da coltivare. Ecco alcune interessanti varietà

Le buddleie devono il loro nome ad Adam Buddle, pastore inglese del XVIII secolo appassionato di botanica e autore di uno dei primi erbari britannici. Ne esistono oltre cento specie, originarie di Asia, Africa e America, distribuite dal livello del mare sino ai 3.000 metri di altitudine. La maggior parte presenta un elevatissimo grado di adattabilità alle più disparate situazioni, sopportando di pari grado il freddo intenso e le elevate temperature estive tipiche dei climi continentali, nonché periodi piuttosto lunghi di siccità. Questa notevole resistenza è legata non solo alla conformazione delle foglie, robuste, spesse, di colore chiaro per riflettere la luce e ricoperte di peli che limitano la traspirazione, ma anche a un forte apparato radicale, capace di esplorare strati profondi del terreno alla ricerca di acqua e di “riscoppiare”, cioè emettere nuovi getti, efficacemente dalla ceppaia nel caso la pianta perda la parte aerea. Non per niente in natura le buddleie sono piante pioniere (che colonizzano cioè per primi spazi aperti e privi di altre specie concorrenti), facili da trovare nelle radure aperte, lungo i fiumi, sui greti dei torrenti, lungo i cigli delle strade o scarpate ferroviarie, nei coltivi abbondanti, nonché in molti luoghi con terreni poveri e sassosi.

Le specie e la varietà più diffuse e coltivate fioriscono essenzialmente da inizio estate a inizio autunno (da giugno a ottobre).

I loro fiori attirano Farfalle e altri insetti impollinatori

Una delle caratteristiche che hanno reso famose le buddleie, oltre alla facilità di coltivazione e alla profumata e abbondante fioritura estiva, è senza dubbio la capacità di attirare le farfalle, che sembrano prediligere, più di altri insetti impollinatori, il loro nettare. Per questo motivo le buddleie sono conosciute popolarmente come “alberi delle farfalle”.

Benché tutte le specie attraggano questi insetti, Buddleja davidii in particolare è tra le più apprezzate e visitate dalle farfalle. Originaria della Cina, ne esistono numerose varietà. Deve il suo nome al missionario botanico Armand David, responsabile della sua introduzione in Europa nel XIX secolo. Diffusa allo stato spontaneo sino ai 2.500-3.000 metri di quota, è un arbusto robusto e vigoroso alto fino a 5 metri, mediamente ramificato, con portamento leggermente arcuato dei rami, a foglia caduca o semi-sempreverde a seconda del freddo invernale.

Le foglie sono rade, opposte, di forma lanceolata, lunghe 7-12 cm, ricoperte di peluria, specie da giovani, di color verde-grigio. In estate, in maniera continuativa, compaiono i fiori, molto profumati, di color lilla o viola pallido con gola arancione e riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia (panicoli) lunghe fino a 20 cm, prodotte alle estremità dei getti dell’anno.

Le varietà più belle

In questi ultimi anni sono state create dagli ibridatori numerose varietà di Buddleja davidii  troviamo tutta la gamma che va dal bianco puro al viola scuro, passando per le diverse tonalità di rosa, azzurro e porpora. Di seguito vi presentiamo le varietà più belle.

  • Buddleja davidii Adonis Blue.  

    Ibrido di recente introduzione a sviluppo contenuto, in quanto raramente supera 1-1,2m di altezza e larghezza. Ha portamento globoso, ben ramificato, con foglie ellittiche di colore verde scuro. Da giugno a ottobre produce ininterrottamente infiorescenze della lunghezza di circa 20cm, di colore azzurro intenso, profumate e visitatissime dalle farfalle. Ideale per realizzare bordure miste di arbusti, grande aiole o per essere messo a dimora in gruppi; può essere utilizzato anche come esemplare isolato, così come per la coltivazione in vaso.

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  • Buddleja davidii Black Knight.

    Si tratta di una delle più belle buddleie a fiore scuro, oltre a essere una delle più resistenti al freddo. Produce da giugno a ottobre infiorescenze di colore viola scuro, quasi nero, caratteristica che le ha valso per l’appunto il nome di Black Knight, cioè Cavaliere Nero in lingua inglese. Ha uno sviluppo notevole, oltre i 4 metri di altezza e i 2-2,5 metri di larghezza. Si consiglia di piantarla in associazione con varietà a fiore bianco, in modo da creare un bel contrasto cromatico.

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  • Buddleja davidii Empire Blue.

    Varietà caratterizzata da uno sviluppo medio (2-2,5 metri di altezza e altrettanti
    di larghezza) e bella fioritura sui toni dell’azzurro, a contrasto con la gola di colore arancione dei fiori, molti profumati, portati da infiorescenze lunghe 15-20 cm.

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  • Buddleja davidii Lilac Chip.

    E’ uno degli ibridi di ultima generazione a sviluppo molto contenuto, che raggiunge un’altezza di 50-60 cm e altrettanti di larghezza. A partire da inizio estate e sino a settembre-ottobre produce numerosissime infiorescenze di 5-6cm di lunghezza di colore lilla, profumate, che ricoprono completamente il cespuglio. Ideale per scarpate e bordure miste, ma anche per essere coltivato in vaso viste le contenute dimensioni.

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  • Buddleja davidii Pink Delight.

    Arbusto di esuberante sviluppo, alto e largo fino a oltre 2 metri, piuttosto ramificato e denso. In estate produce numerosissime infiorescenze lunghe oltre 30 cm, piene di fiori rosa molto profumati. E’ una delle varietà più diffuse nei giardini.

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  • Buddleja davidii Royal Red.

    Questa vecchia varietà (è stata ottenuta nel 1941) incontra tuttora grande favore presso gli appassionati di questo tipo di arbusti da fiore. E’ una pianta di grande sviluppo, che se lasciata crescere liberamente può superare i 4 metri di altezza e i 2-2,5 metri di larghezza. La fioritura è indubbiamente spettacolare, da giugno a ottobre, con l’emissione di infiorescenze di colore rosso magenta lunghe fino a 40 cm, appariscenti e profumate.

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  • Buddleja davidii White Profusion.

    E’ tra le varietà a maggior sviluppo, in quanto supera ampiamente i 2,5 metri di altezza e i 2 metri di larghezza. Forma un arbusto ramificato, con numerose infiorescenze estive di colore bianco puro lunghe oltre 20-25 cm, che vanno eliminate una volta appassite, in quanto assumono un poco gradevole colore marrone scuro.

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  • Buddleja Lochinch.

    Si tratta di un ibrido tra Buddleja davidii e Buddleja fallowiana. Semi-sempreverde nelle zone a inverno mite, fogliame contrasta elegantemente con il colore azzurro-lavanda delle infiorescenze dal profumo piuttosto dolce, prodotte dalla pianta da giugno a settembre. Di buon sviluppo, raggiunge i 2-2,5 metri di altezza e 1,5-2 metri di larghezza, forma un cespuglio piuttosto compatto con portamento leggermente ricadente.

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  • Buddleja x weyeriana Flower Power.

    E’ di particolare effetto per via delle infiorescenze piuttosto grandi, in quanto raggiungono i 10-12 cm di lunghezza, compatte e simili a quelle di Buddleja davidii, prodotte dalla pianta da giugno a settembre, ma caratterizzate da più colori, con toni rosa alla base che sfumane in tonalità giallo-arancioni sulla stessa infiorescenza.

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  • Buddleja Miss Ruby.

    Ibrido a portamento eretto e di crescita contenuta, che di solito non supera il metro di altezza e larghezza, con forma tendenzialmente globosa. A partire dalla piena estate e sino all’autunno inoltrato produce numerosissime infiorescenze lunghe 10-12 cm, di colore fucsia intenso o porpora, profumate. Dato il portamento ordinato e compatto, è molto adatta per piccoli spazi, bordure e per la coltivazione in vaso.

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Dove metterle in giardino

 Le buddleie, con la loro esuberanza, sono particolarmente adatte per i giardini di campagna “naturali”, cioè senza un progetto predefinito e che tendono, in qualche maniera, ad imitare la natura. Hanno l’innegabile pregio di fiorire, insieme a poche altre specie come oleandro, ibisco, lagerstroemia, in un periodo estremamente caldo, per questo sono particolarmente adatte per i giardini  mediterranei a bassa manutenzione e laddove si abbia, in estate, scarsità d’acqua. In campagna sono adattissime per integrare siepi miste costituite da spirea, weigelia, biancospino, corniolo, piracanta, rose, ecc., a patto che non vengano poste all’ombra di alberi e arbusti, pena la scarsa o mancata fioritura; poste lungo recinzioni, a bordo prato, su pendii e scarpate creano, in pochissimo tempo, sgargianti macchie multicolori visitatissime dalle farfalle. Possono essere utilizzate da sole o in gruppi, di un unico colore o in gradazione, associando le diverse tonalità di rosa, porpora, viola e azzurro delle numerose varietà reperibili in commercio. Sono raccomandate anche su terrazzi assolati, in vasi capienti, grazie alla loro elevata tolleranza al caldo e al sole battente.

Hanno bisogno di poche cure

Come già accennato, le buddleie sono arbusti estremamente facili da coltivare. Resistono bene a tutte le latitudini della nostra penisola, dalle Alpi alle Isole, dove si comportano sovente da semi-sempreverdi per via degli inverni miti. Le uniche condizioni imprescindibili per una buona riuscita sono esposizione in pieno sole (pena la scarsa fioritura e un eccessivo allungamento dei rami) e totale assenza di ristagno d’acqua a livello delle radici. Per il resto si adattano bene a qualsiasi tipo di terreno, anche se hanno una certa predilezione per quelli calcarei, o comunque con pH da neutro ad alcalino (cioè compreso tra 7 e 8,5).

Crescono su qualsiasi tipo di terreno, da quelli poveri, sassosi, sabbiosi e asciutti, periodicamente soggetti a siccità, ai suoli compatti e pesanti, anche argillosi. Non hanno esigenze colturali particolari, a eccezione di irrigazioni regolari nei primissimi anni dalla messa a dimora, almeno fino a quando non si è formato un buon apparato radicale, avendo comunque cura di lasciar asciugare bene il terreno tra un’ irrigazione e l’altra.

In genere non hanno bisogno di concimazioni, anche se beneficiano tuttavia di un intervento a inizio primavera con un concime organico con aggiunta di potassa, elemento quest’ultimo che favorisce la formazione delle infiorescenze.  L’unico intervento che si consiglia di non trascurare è quello della potatura, che deve essere effettuata a fine inverno, poco prima della ripresa vegetativa e in modo piuttosto energetico, a 20-30cm da terra, in modo da favorire l’emissione di robusti getti fioriferi tanto dal legno vecchio quanto dalla base. Alla potatura di fine inverno deve seguire, in estate durante la fioritura, una potatura verde, per eliminare le infiorescenze appassite piuttosto antiestetiche da vedere, accorciando di 15-20 cm la parte terminale del ramo che le porta. Questa operazione impedisce la formazione dei semi e al contempo favorisce l’emissione di nuovi getti a fiore, prolungando così la fioritura, spesso fino all’autunno inoltrato. Nelle varietà più esuberanti, inoltre, la potatura è necessaria per contenere lo sviluppo della pianta.

Si moltiplicano per talea

Il periodo migliore per moltiplicare le buddleie è l’estate, prelevando da rami non ancora lignificati porzioni, cioè talee, della lunghezza di 10-12 cm che abbiano 1-2 nodi. Le talee vanno interrate sino al primo nodo, in singoli vasetti del diametro di 8-10 cm, riempiti con una miscela costituita da sabbia e torba in parti uguali. I vasetti vanno posti in un luogo luminoso, ma non ai raggi diretti del sole, avendo cura di mantenere moderatamente umido il terriccio.

La radicazione avviene nell’arco di 15-30 giorni ed è visibile dall’emissione di nuovi germogli all’ascella dei nodi (cioè dove la foglia si inserisce sul ramo). Le nuove piantine vanno riparate in un tunnel o in una serra fredda durante l’inverno (tenendo moderatamente umido il terriccio dei vasi) e sono pronte per essere rinvasate o messe a dimora in piena terra già nella primavera successiva.

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