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Fragola: preparazione del terreno, messa a dimora, coltivazione e raccolta

on maggio 15 | in Calendario Biodinamico, Orto Biodinamico | by | with No Comments

Per avere buone produzioni occorre preparare con cura il terreno, evitando ristagni d’acqua. Il suolo va sempre tenuto fresco, irrigando frequentemente, ma sena esagerare. La raccolta manuale, va eseguita tutti i giorni.

PREPARAZIONE…

Se volete ottenere abbondanti raccolti e di buona qualità dovete curare la preparazione del terreno.
Due-tre settimane prima del trapianto (che si esegue, come vedremo, da metà luglio a metà agosto nel Nord Italia e in agosto-settembre al Centro-Sud), effettuate la vangatura, lavorando i terreni più sciolti fino a 20 cm di profondità e quelli di medio impasto fino a 30 cm, interrando contemporaneamente una buona quantità di sostanza organica in modo da migliorare la struttura, la fertilità e l’attività microbica del terreno. Per ogni metro quadrato di terreno apportate 3-4 kg di letame bovino, oppure 1-2 kg di compost, entrambi ben maturi.
Nei terreni con pH più elevato (6,5-7,5) potete interrare, invece del letame o del compost, 1-2 kg di torba acida per metro quadrato. Con questo ammendante, reperibile presso gli empori agrari, è possibile acidificare il terreno almeno per la durata della coltura (come abbiamo visto nel precedente articolo, la fragola predilige terreni subacidi, con pH compreso tra 5 e 6,5).
Nella preparazione delle aiole si può anche arricchire il suolo di potassio, elemento normalmente poco presente nei terreni più sciolti, in grado di favorire la produzione di frutti più saporiti: per ogni metro quadrato di terreno apportate 50 grammi di cenere di legna, se disponibile, oppure 20 grammi di solfato potassico magnesiaco-30/10, precedentemente miscelati al letame o al compost.

…E SISTEMAZIONE DEL TERRENO

Le piante si possono mettere a dimora a fila semplice oppure a fila doppia (detta anche “bina”); consigliamo la prima per chi vuole provare a coltivare fragole per la prima volta, perché la seconda è più adatta a chi ha già una certa esperienza con questa coltura.
Dopo la vangatura, sminuzzare le zolle con una zappa e realizzate aiole rialzate rispetto al piano di coltivazione (dette anche “prode” o “bauli”), così da smaltire velocemente le acque in eccesso e migliorare l’arieggiamento del colletto delle piante, che saranno meno soggette all’attacco di marciumi e altre malattie fungine. Nei suoi sciolti è sufficiente realizzare aiole sopraelevate di circa 15 cm rispetto al pianto di campagna, mentre in quelli più compatti sono consigliabili circa 30 cm. Se scegliete di mettere a dimora le piante a fila semplice realizzate aiole larghe circa 50 cm; se invece scegliete la fila doppia, le aiole devono essere larghe circa 85 cm.
Nella coltivazione in piena terra, è indispensabile la pacciamatura del suolo per limitare lo sviluppo delle piante infestanti; si rischia altrimenti che queste, crescendo, sottraggano acqua, luce e nutrienti, riducendo la produzione, ma soprattutto la ventilazione della coltura, favorendo lo sviluppo di malattie fungine.
Potete utilizzare film plastici di colore nero, facilmente reperibili in commercio. I più comuni sono in polietilene (PE) ed etilene vinil acetate (EVA). Molto più ecologici, anche se meno resistenti, sono i teli biodegradabili che possono essere interrati quando la fragolaia è a fine ciclo. Nel caso di fragolaie molto piccole, si può anche pacciamare il terreno predisponendo uno strato di paglia ben asciutta dello spessore di 5-10 cm subito dopo la messa a dimora delle piante.
In questa fase occorre anche decidere quale sistema d’irrigazione adottare. La fragola ha radici superficiali ed è facilmente soggetta a stress idrici; richiede quindi irrigazioni moderate e frequenti praticamente durante tutto il ciclo colturale. Per un impianto d’irrigazione ottimale, utilizzate manichette forate, da porre sotto la pacciamatura e distanti circa 15 cm dalla fila di piante.
Si può irrigare anche per scorrimento nei solchi, ma il consumo di acqua diventa eccessivo e si possono favorire marciumi radicali.
Sconsigliamo l’irrigazione a pioggia, che favorisce pericolosi attacchi fungini su fiori e frutti.

MESSA A DIMORA DELLE PIANTE

Anche se in commercio si possono acquistare bustine di semi di fragola, la produzione di piantine partendo da seme richiede tempo e specifiche strutture, che non sono alla portata del piccolo coltivatore. Iniziate, pertanto, la coltivazione acquistando piantine coltivate in vaso oppure in contenitori alveolati presso i vivaisti specializzati.
La messa a dimora delle piante si esegue l’anno prima della raccolta, quando il caldo estivo inizia a calare, quindi da metà luglio a metà agosto nel Nord Italia e in agosto-settembre al Centro-Sud. In questo modo le fragole avranno il tempo di sviluppare un folto apparato radicale prima del freddo e saranno pronte a una vigorosa ripresa vegetativa a fine inverno, garanzia di un’abbondante fioritura.
Le distanze di impianto dipendono dalla sistemazione scelta nella fase di preparazione delle aiole. Nel caso di fila semplice, disponete le piantine al centro delle aiole distanziandole di 15 cm (25 cm per le varietà più vigorose) l’una dall’altra . Per la fila doppia, disponete le piantine su due file distnati 30 cm fra loro. Le piante devono trovarsi sulla fila a 35 cm di distanza l’una dall’altra (45 cm per le varietà più vigorose) e disposte in modo alterno rispetto alla fila accanto.
E’ importante curare bene la messa a dimora delle piantine. Scavate buchette ampie, togliete dal vaso le piantine e, prima di inserirle, aprite con la mano e stendete bene le radici per aiutarle ad ambientarsi e attecchire più facilmente, poi riportate la terra attorno alla pianta e pressate leggermente.
Fate attenzione a mantenere il colletto della pianta (cioè il punto in cui le radici si inseriscono nel breve fusticino) al livello del suolo, evitando di interrarlo troppo profondamente, condizione che favorisce i marciumi del colletto stesso, ma anche troppo in superficie, per non lasciare le radici scoperte, a rischio di disseccamento.
Al termine delle operazioni, irrigate abbondantemente e anche nei giorni successivi, facendo attenzione a mantenere il terreno sempre fresco. Se avete deciso di non adottare la pacciamatura con telo plastico, potete consociare le fragole subito dopo il trapianto con ortaggi autunnali di crescita limitata, per non interferire con lo sviluppo delle radici, come cicoria, cipolle da consumo fresco, fagiolo nano, lattuga, porro, rape da cima e spinaci. Coprite comunque il suolo dell’aiola rimasto libero con 5-10 cm di paglia ben asciutta per limitare lo sviluppo delle piante infestanti. A primavera le piante di fragola si svilupperanno rapidamente, occupando tutto lo spazio disponibile nell’aiola e non sarà più possibile consociarle con altre colture.

IN COLTURA PROTETTA SI ANTICIPA LA RACCOLTA

Volendo si può proteggere la coltura sotto tunnel con coperture in film plastico trasparente. E’ un intervento impegnativo, soprattutto nel caso di piccole superfici, sia perché ha un certo costo sia perché la struttura va montata a regola d’arte per evitare danni nelle giornate ventose.
La copertura permette però di raggiungere diversi risultati positivi, a seconda del momento in cui viene installata.
– Montando i tunnel a settembre, su fragole rifiorenti particolarmente vigorose, è possibile ottenere una discreta produzione autunnale. La protezione andrà poi smontata alla fine di dicembre, per permettere alle piante il riposo invernale.
– Installando invece i tunnel indicativamente tra dicembre (al Sud Italia) e febbraio (al Nord), si favorisce la ripresa vegetativa delle piante, quindi un anticipo della produzione primaverile di 20-25 giorni rispetto al pieno campo.
– Infine, la copertura può essere montata anche nel periodo primaverile-estivo (in questo caso utilizzando tunnel senza porte e spondine laterali), con l’obiettivo di proteggere fiori e frutti da gelate tardive, piogge prolungate e grandine.

CURE DI COLTIVAZIONE

Come già ricordato, le fragole hanno un apparato radicale superficiale e sono quindi facilmente soggette a stress idrico; il terreno deve essere sempre mantenuto fresco con irrigazioni moderate e frequenti, anche quotidiane se necessario. Mantenete umido il terreno in particolare subito dopo il trapianto, per garantire l’attecchimento delle piantine, e poi durante la produzione dei frutti.
Nei mesi autunnali successivi al trapianto, specie se le temperature sono miti e le fragole attecchiscono bene, le piante inizieranno ad emettere stoloni; questo va a scapito della produzione primaverile. Vi consigliamo pertanto di eliminare gli stoloni con un paio di passaggi (a inizio ottobre e a inizio novembre) e di valutare se lasciare maturare i frutti; più fragole assaggerete in autunno, minore sarà la produzione primaverile.

SI MOLTIPLICA FACILMENTE

Se nel corso del primo anno di coltivazione le piante si sono adattate al vostro orto e danno una buona produzione, potete utilizzarle per la moltiplicazione.
Se mantenete umido il terreno anche in estate, le piante emetteranno numerosi stoloni laterali che, quanto saranno diventati abbastanza lunghi e su di essi compariranno le prime foglioline, potrete far radicare nell’interfila interrandoli leggermente; in alternativa potete appoggiare i germogli su vasetti riempiti di terra.
A fine agosto le piantine nate dagli stoloni saranno pronte per essere separate dalla pianta madre. Scegliete le più robuste e meglio radicate e tagliate gli stoloni che collegano alla pianta madre, avendo cura, prelevandole, di non rovinarne foglie e radici. Mantenete le radici umide e mettete a dimora le piantine in una nuova aiola prima possibile e comunque entro 48 ore; andranno in produzione nella primavera successiva, fornendo le stesse produzioni della pianta madre. In questo modo, ogni anno potrete creare una nuova aiola coltivata a fragole.
Nonostante la fragola sia una piana praticamente perenne, nei nostri orti difficilmente è coltivabile nella stessa aiola per più di due-tre anni; da una stagione all’altra, infatti, la produzione diminuisce in quantità e dimensione dei frutti.
In ogni caso, in autunno, terminata la raccolta, eliminate le foglie ingiallite e/o rovinate e gli stoloni che non intendete utilizzare per la moltiplicazione, senza però danneggiare il germoglio centrale delle piante; in questo modo si elimina una possibile fonte di infezioni fungine e di parassiti e si favorisce il ricaccio della nuova vegetazione.
Poi, se non avete utilizzato la pacciamatura plastica, rimuovete anche la paglia, zappate superficialmente attorno alle piante, livellate il terreno con un rastrello e pacciamate con nuova paglia, ripetendo le operazioni al momento della ripresa vegetativa.

MALATTIE E PARASSITI ANIMALI PIU’ COMUNI

La fragola è abbastanza suscettibile all’attacco di malattie di origine fungina e di insetti, normalmente controllabili con alcuni accorgimenti e interventi agronomici.
Particolarmente pericolosi sono gli attacchi di muffa grigia o botrite (Botrytis cinerea), malattia fungina che si sviluppa su fiori e frutti e che trova condizioni ideali di sviluppo in presenza di elevata umidità ambientale. Le parti colpite imbruniscono e propagano rapidamente la malattia alle parti sane della pianta con cui sono in contatto; successivamente si ha la comparsa di una muffa grigia. la malattia si previene adottando ampi sesti d’impianto e utilizzando varietà tolleranti (come per esempio Clery e Roxana). In caso di stagioni particolarmente umide si consiglia di lasciare aperti i tunnel, perché proteggono la coltura dalla pioggia mantenendo al tempo stesso un certo arieggiamento.
L’oidio o mal bianco (Oidium fragariae) può fare molti danni nelle colture sotto tunnel e nelle zone più calde. Scegliete varietà tolleranti(come per esempio le già ricordate Clery e Roxana) e, se compare la caratteristica polverina biancastra sulle foglie, intervenite subito con fungicidi a base di zolfo bagnabile.
La comparsa di afidi, cicaline e ragnetto rosso può essere prevenuta con l’eliminazione autunnale della vecchia vegetazione, come descritto più avanti.
Gli afidi (Aphis gossypii) possono essere controllati utilizzando insetticidi a base di piretrine naturali, mentre il ragnetto rosso (Tetranychus urticae) si combatte, in caso di infestazione molto elevata, distribuendo predatori naturali (acari fitoseidi) facilmente reperibili sul mercato.
Lumache e chiocciole sono molto ghiotte di fragole (ma solo di quelle mature) e in condizioni di alta umidità possono divorare buona parte del raccolto. Si possono combattere facilmente con esche a base di orto-fosfato di ferro, prodotto non tossico per gli animali domestici, da spargere uniformemente fra le piante alla dose di circa 2 g al metro quadrato.
Si ricorda che dopo aver eseguito questi interventi, la raccolta si può effettuare rispettando scrupolosamente i tempi di sicurezza riportati sull’etichetta dei prodotti utilizzati.

LA RACCOLTA SI ESEGUE TUTTI I GIORNI

Si possono gustare fragole per molti mesi dell’anno, dal tardo inverno sino al primo autunno grazie, come abbiamo visto, alle tante varietà in commercio, adattabili alle diverse regioni italiane e alla possibilità di adottare diverse tecniche colturali.
Al Nord, in base alle diverse varietà coltivate (precoci, unifere tardive, rifiorenti e di bosco), la raccolta si esegue da metà aprile a ottobre.
Al Sud Italia, sempre in base alle diverse varietà coltivate, la raccolta si esegue da dicembre (in coltura protetta) a giugno (pieno campo).
All’inizio della fioritura, per facilitare la successiva raccolta ed evitare il contatto dei frutti con la pacciamatura realizzata con film plastici, predisponete uno strato di paglia o erba secca dello spessore di 5-10 cm.
Le fragole maturano in modo scalare e la raccolta va fatta quotidianamente, o al massimo igni due giorni, per evitare che i frutti stramaturino.
Al momento dello stacco, le fragole devono presentare un’uniforme colorazione rossa. I frutti vanno raccolti preferibilmente di mattina, lasciando almeno parte del peduncolo (5 mm) ed evitando urti o ammaccature che compromettono la conservabilità.
Le fragoline a frutto piccolo (Fragaria vesca) non si mantengono e vanno quindi consumate subito dopo la raccolta. Le fragoline a frutto grosso, almeno certe varietà, possono essere invece tenute in frigo anche 3-4 giorni.
Una pianta in piena produzione può produrre da 200 a 600 gr di fragole all’anno.

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