serra

Come gestire una serra e un tunnel durante l’inverno

on novembre 28 | in Orto Biodinamico | by | with 2 Comments

Sempre di più si ricorre all’installazione nell’orto di serre o tunnel non riscaldai (generalmente definiti “serra fredda” e “tunnel freddo”) dove si possono coltivare ortaggi non solo nella brutta stagione, ma anche durante il resto dell’anno.

Affinché si possano ottenere buoni raccolti anche durante l’inverno, occorre assicurare agli ortaggi ideali condizioni di crescita, come temperatura e irrigazione, evitando invece gli eccessi di umidità atmosferica, che possono danneggiare seriamente le colture compromettendo il risultato finale.

1          2

SI SFRUTTA IL CALORE DEL SOLE

Per “serra e tunnel freddi” si intendono protezioni fisse, che si possono smontare e installare in un altro luogo, non riscaldate artificialmente, nelle quali si sfrutta il calore del sole per creare al loro interno la temperatura ideale per la crescita degli ortaggi. Questo permette di anticipare semine e trapianti e di proseguire le raccolte fino all’autunno inoltrato e, in alcuni casi, anche durante tutto l’inverno, raccogliendo ortaggi fuori stagione quando le condizioni climatiche  esterne lo impediscono. In questo modo, nelle regioni dove il freddo non è particolarmente intenso, si possono coltivare ortaggi anche in pieno inverno, come per esempio lattughe, scarola, radicchi e cavoli. Ma in una serra e in un tunnel non riscaldati, con le dovute attenzioni si possono coltivare ortaggi in tutto l’anno, anche in piena estate, avendo cura di arieggiarli, cioè aprire le aperture, il più possibile, per abbassare l’alta temperatura che si registra al loro interno in questa stagione.

Queste strutture proteggono gli ortaggi da forti e/o durature piogge, grandine e/o prolungati periodi di freddo, evitando o riducendo drasticamente i danni e/o le malattie fungine che tali eventi atmosferici possono causare.

La coltivazione di ortaggi sotto serra o tunnel freddi presenta quindi alcuni vantaggi rispetto a quella in pieno campo (le piante, sotto protezioni, sono protette da agenti atmosferici come forti piogge, sbalzi di temperatura, ecc), grazie al favorevole ambiente che si crea al loro interno, ma che bisogna gestire correttamente per il buon esito delle colture.

COME REGOLARE L’UMIDITA’ ATMOSFERICA…

5          3

I due principali elementi da gestire in una serra e in un tunnel non riscaldati sono l’umidità atmosferica e la temperatura, elementi che influiscono sui raccolti. In linea di massima l’umidità atmosferica ottimale che si deve registrare durante l’inverno in queste protezioni deve essere pari al 60-70 %, mentre la temperatura minima deve aggirarsi sui 2-3°C, valori che si verificano ricorrendo, rispettivamente, all’uso di un igrometro e di un termometro che registra  le temperature massime e minime.

L’umidità atmosferica, che si crea spontaneamente in una serra e in un tunnel non riscaldati, va sempre tenuto sotto controllo, soprattutto nei periodi più freddi, quando non è raro che si verifichi anche la formazione di gocce d’acqua sulla parete interna dei teli di copertura delle strutture, acqua che cadendo sulle colture causa diffusi e pericolosi marciumi.

Se elevata, cioè prossima all’80-90%, l’umidità atmosferica si deposita anche sugli ortaggi mantenendoli bagnati a lungo, causando marciumi di origine fungina. Per questo motivo si deve favorire il ricambio dell’aria nelle protezioni per eliminare l’umidità atmosferica in eccesso intervenendo sulle aperture.

In autunno, primavera ed estate non è difficile regolare l’umidità atmosferica interna delle protezioni. L’operazione risulta più complicata durante l’inverno, quando si ha a che fare anche con il mantenimento della temperatura minima di crescita degli ortaggi (che va in linea di massima dai 3 ai 5°C).

Nei periodi più freddi bisogna evitare di arieggiare le protezioni nelle prime ore del mattino, in quanto la temperatura esterna estremamente rigida andrebbe ad abbassare quella interna, approfittando, invece, delle temperature “meno fredde” delle ore centrali della giornata, provvedendo alla chiusura delle aperture prima del tramonto, in modo che l’ultimo sole della giornata favorisca l’aumento della temperatura interna, utile a contrastare il calo termico notturno.

L’apertura delle protezioni durante l’inverno per poche ore al giorno (cioè dell’ordine di 2-3) è sufficiente a tenere sotto controllo l’eccesso di umidità atmosferica. Questa operazione non si deve necessariamente eseguire tutti i giorni, in quanto possono bastare due sole aperture a settimana.

Occorre però evitare di aprire le protezioni in giornate molto rigide e in presenza di pioggia o di nebbia, in quanto l’umidità atmosferica esterna potrebbe essere più alta di quella interna. Passato l’inverno, si comincia in modo graduale ad arieggiare le protezioni (in genere da marzo) sino a lasciarle completamente aperte tutto il giorno, magari chiudendole nel tardo pomeriggio se le notti dovessero risultare ancora fresche, per riaprirle poi in tarda mattinata. A fine primavera e durante l’estate le protezioni vanno invece lasciate sempre aperte, anche nelle ore notturne.

…E DIFENDERE GLI ORTAGGI FALLE BASSE TEMPERATURE

4

Un altro importante elemento che influisce sull’esito dei raccolti durante l’inverno è la temperatura, che nelle prime ore di mattinate rigide con -5°C esterni (quando l’inversione termica fa abbassare bruscamente le temperature sia esterne che interne) in una serra o in un tunnel non riscaldato può essere pari a -3°C o al massimo a 1 grado sotto lo zero.

In questo tipo di protezioni, non avendo dispositivi che riscaldano l’atmosfera, per difendere gli ortaggi dalle basse temperature si deve ricorrere all’impiego di un velo di tessuto non tessuto (del peso di almeno 15-17 grammi per metro quadrato), da stendere direttamente sulle colture, da rimuovere al momento della raccolta e da riposizionare subito dopo; nel caso di giornate molto rigide, si consiglia di predisporre sulle piante due veli.

Sempre per proteggere gli ortaggi dal gelo, nel caso abitaste in zone particolarmente fredde del Centro-Nord, vi suggeriamo di installare all’interno delle protezioni, in particolar modo nei tunnel, una seconda copertura, costituita da un tunnel più piccolo che ha la funzione di proteggere ulteriormente dal freddo le colture e di limitare il gocciolamento su di esse. Le gocce d’acqua, che si formano prevalentemente sul lato interno del telo di copertura principale, cadono sul telo del tunnel più piccolo e quindi non sugli ortaggi sottostanti. Le colture si possono proteggere dal gelo installando direttamente sulle aiole in coltivazione piccoli tunnel, con teli di copertura costituiti da film plastico trasparente dello spessore di 0,07-0,1 micron. In questo modo gli ortaggi sono coltivati sotto un tunnel doppio, all’interno del quale la temperatura risulterà ideale soprattutto per la coltivazione di verdure da foglia come lattughe e cicorie, ortaggi che non potrebbero dare buoni raccolti se coltivati in un normale tunnel non riscaldato.

L’IMPORTANZA DELL’IRRIGAZIONE

Al fine di assicurare agli ortaggi coltivati sotto questo tipo di protezione ideali condizioni di crescita, occorre curare anche l’irrigazione, avendo sempre presente che si opera in ambienti chiusi, con caratteristiche assai diverse rispetto alle condizioni di pieno campo. Dopo una pioggia, una coltivazione in pieno campo non va irrigata, mentre sotto una serra o un tunnel le cose sono diverse, poiché il telo di protezione non permette alla pioggia di raggiungere le colture. Per questo motivo si deve sempre garantire alle piante un terreno moderatamente umido.

Una serra o un tunnel non riscaldati, inoltre, sono ambienti spesso chiusi, dove l’evapotraspirazione è assai inferiore al pieno campo. Per questo motivo, anche la frequenza delle irrigazioni e le quantità d’acqua somministrate vanno ridotte. Buona norma, quindi, è quella di controllare l’umidità del terreno prima di irrigare operando in base alle necessità delle piante. Le ore migliori per irrigare una protezione non riscaldata sono quelle del mattino, utilizzando acqua a temperatura ambiente (cioè lasciata riposare in bidoni almeno per una giornata) in modo da non arrecare stress termici alle radici degli ortaggi e mettere a disposizione delle piante una riserva idrica alla quale attingere durante la giornata.

Pin It

2 Responses

  1. Alberico Zoppo scrive:

    Grazie x questo articolo cercavo proprio questo tipo di informazioni!!! Chiaro e semplice ma non vago… Ho installato dam poco una serra ed non essendo un professionista mi trovavo in difficoltà, ora ho sicuramente le idee piu chiare! Grazie e buon lavoro

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

« »

Scroll to top
css.php