cornosilice

Il cornosilice: cos’è e modalità d’utilizzo

on maggio 13 | in Orto Biodinamico | by | with No Comments

Il cornosilice: specifiche e preparazione

(tratto da “L’orto biodinamico” di Heynitz/Merckens)

Si può dire che la pianta è l’organo di senso della Terra rispetto alla luce.

Per formare foglie, fiori e frutti, la pianta richiede luce e calore. Proprio la loro azione viene rafforzata con il cornosilice, ricavato dalla silice, mediatrice di luce , che nel cornosilicecristallo di rocca si presenta nella sua forma più bella.
Il preparato di silice, agitato in acqua in concentrazioni minime e irrorato a fini gocce, stimola la formazione delle foglie, dei fiori, dei frutti e la maturazione, a seconda di quando viene impiegato.

Mentre il cornoletame viene somministrato al momento della semina, del trapianto o dopo il raccolto di colture che continuano a crescere o che germogliano di nuovo, non è possibile fissare una norma così semplice per l’impiego del cornosilice.

> Scopri il cornoletame: specifiche e preparazione

Con questo preparato dobbiamo lavorare durante i diversi stadi di sviluppo della pianta e in modo molto differenziato.
Vogliamo ora considerare: la semente è sparsa, il cornoletame è stato irrorato al momento giusto. Segue lo stadio iniziale della giovane pianta in cui il cornosilice non si deve irrorare poiché potrebbe causare danni.

Essi si manifestano chiaramente quando si trattano troppo presto con la silice i piantoni prima che siano ben radicati nella nuova sede. Le foglioline ingiallite anzitempo, l’insalata si apre troppo presto, le foglie sono flosce e cadenti , non si forma il cespo. Di fronte a questi fenomeni negativi, che si verificano con un impiego precoce della silice, qualcuno ha già superato i suoi dubbi sull’efficacia di quantitativi minimi di preparato e ha capito che le piante devono essere strettamente legate alla Terra, radicate e cresciute prima che con la silice si possano stimolare i processi di sviluppo e l’utilizzazione della luce.

Oggi i nostri ortaggi sono tutti più o meno selezionati in modo unilaterale; essi sviluppano in particolare misura un determinato organo. L’orticoltore perciò parla di ortaggi da radice, da foglia, da frutto, da fiore, dando con ciò l’indicazione per un giusto impiego di questo preparato. Possiamo dire: il cornosilice si può spargere quando diviene riconoscibile il primo indizio del successivo frutto.

Vediamo per esempio che la radice della carota comincia ad assumere una lieve tinta rossiccia, le foglie interne della giovane insalata tendono ad arrotolarsi, i piselli cominciano a formare i primi baccelli, i pomodori hanno raggiunti la dimensione di una nocciola.

Si può qui obbiettare che gli ortaggi da frutto di solito mostrano contemporaneamente tutti gli stadi di germogli, fiori, frutti e che quindi non è possibile stabilire un adeguato termine per le irrorazioni.

> Scopri i preparati da irrorare: Cornosilice e Cornoletame

Nella pratica si è trovata la seguente soluzione: si irrora il corno silice al mattino per stimolare l’ambito delle foglie e dei fiori. Quanto più presto al mattino si fa questa operazione , tanto più efficace sarà l’effetto del preparato. Nelle ore del mattino i fiori o sono ancora chiusi o sono protetti da un velo di rugiada. Da approfondite analisi è risultato inoltre che la silice stimola tipici processi metabolici per ogni stadio di sviluppo.

Si comprende quindi perché negli ortaggi da radice (per esempio carote) siano raccomandate irrorazioni pomeridiane all’epoca della maturazione. Nelle ore serali e notturne le sostanze, che si sono formate nella pianta con la luce diurna, vengono portate dove possono proseguire il processo di costruzione o di accumulo. Il preparato di silice rafforza questo processo. E non basta. Per esempio anche le more di rovo durante la maturazione ricevono la silice nel pomeriggio affinché anche i viticci maturino a tempo giusto e diventino così più resistenti alle infestazione micotiche e alle gelate invernali.

Le stesse osservazioni si sono potute fare nella frutticoltura. Irrorando cornosilice nel pomeriggio all’epoca della maturazione e dopo il raccolto, con il primo trattamento si possono migliorare la qualità dei frutti e con il secondo rafforzare il legno e quindi esercitare un effetto positivo sulla coltura dell’anno successivo.

Risultati interessanti si sono ottenuti anche con gli esperimenti di ombra-luce fatti da Engqvist (1963) e Klett (1968).

La forte influenza del cornosilice si dimostra nel fatto che le coltivazioni cresciute all’ombra e trattate con questo preparato hanno dato le stesse rose di quelle cresciute in piena luce, ma senza impiego di silice.
Nella pratica orticola si sono fatte esperienze simili. Abele (1973) poté constatare nelle barbabietole da zucchero un aumento superiore al 20% nel contenuto di zucchero quando le piante hanno avuto un trattamento con cornosilice.

I più recenti studi confermano quindi i risultati delle ricerche degli anni Trenta, riguardanti in pratica: accresciuta capacità di resistenza alle infestazioni di nocivi; chiaro stimolo alla crescita; migliore maturazione dei frutti; aumento nel contenuto di oli essenziali; miglioramento nel sapore e nella conservabilità.

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