Come fare la pacciamatura

La pacciamatura: pratica che offre numerosi vantaggi

on febbraio 20 | in Consulenza Giadinaggio | by | with No Comments

La pacciamatura è una pratica che imita ciò che avviene in natura nei boschi, dove le foglie secche si accumulano nel suolo ai pedi degli alberi, e consiste infatti nel ricoprire, con uno strato di materiale di varia origine, il terreno di aiole, bordure, siepi, ecc.

Pacciamare vuol dire coprire il terreno con uno strato, di spessore variabile tra 3-5 e i 10-12 centimetri, di materiale di origine organica o inorganica, al fine di:

  • Impedire o limitare la crescita di piante infestanti
  • Ridurre le innaffiature soprattutto nei giorni più caldi
  • Mantenere l’umidità del terreno a livello delle radici delle piante
  • Proteggere il suolo dall’erosione dovuta all’azione della pioggia e delle innaffiature
  • Evitare la formazione della crosta superficiale e diminuire il compattamento del terreno
  • Mantenere le radici superficiali della pianta a una temperatura relativamente più elevata durante la primavera e l’autunno e più fresca invece durante l’estate.
  • Migliorare il terreno
  • Rendere ordinato l’aspetto generale del giardino
  • Ottenere piacevoli aspetti estetici usando materiali interessanti per colore e/o aspetto

 

QUALI MATERIALI IMPIEGARE PER LA PACCIAMATURA

Per pacciamare si possono impiegare sia materiali di origine organica che materiali di origine inorganica.

Ci sono diversi materiali di origine organica che si prestano ad essere utilizzati per pacciamare: foglie secche, erba di sfalcio del terreno erboso, lo stallatico, la paglia, il compost, la torba, i trucioli di legno, le scaglie di corteccia, i gusci di nocciola e di semi di cacao, le fibre di cocco, i teli in tessuto biodegradabile.

Tra i materiali di origine inorganica vi sono invece il tessuto non tessuto rivestito di uno strato di rame, i teli di tessuto in polipropilene verde, le scaglie di materiale lapideo (pietra), l’argilla espansa, il lapillo vulcanico, la ghiaia, ecc.

Sia i materiali organici che quelli inorganici limitano la crescita delle piante infestanti e rendono gradevole l’aspetto di un’aiola, ma solo quelli organici migliorano la capacità di trattenere l’acqua dei suoli troppo drenanti, aumentano la sofficità di quelli pesanti e arricchiscono il terreno di nutrienti utili alle piante.

Materiali organici quali foglie secche e erba da sfalcio del tappeto erboso sono presenti in tutti i giardini.

Lo stallatico, la paglia, il compost, la torba, i trucioli di legno, le scaglie di corteccia, i gusci di nocciola e quelli dei semi di cacao, le fibre di cocco ed i teli in tessuto biodegradabile, invece, si devono recuperare e/o acquistare presso aziende agricole, segherie, garden center e empori agrari.

Le foglie secche di piante sane sono ottimo materiale organico facilmente reperibile e a costo zero. In autunno vanno raccolte e predisposte su aiole e bordure, oppure vanno poste, ben asciutte, in sacchi di juta o rete plastica in modo da essere conservate per futuri impieghi. Vanno disposte in uno spessore di 5-8 cm.

Anche l’erba di sfalcio del tappeto erboso è tra i materiali organici per eccellenza presenti in tutti i giardini e quindi sempre a costo zero. Va impiegata secca o conservata allo stesso modo delle foglie secche. Va disposta in uno spessore di 5-8 cm. Nelle zone ventose le foglie secche e l’erba di sfalcio vano ricoperte con scaglie di corteccia per impedire che volino via. Andranno poi reintegrate ogni sei mesi-un anno perché si sbriciolano e vengono incorporate dal terreno.

Lo stallatico disseccato, in commercio in sacchi da 25 litri, è un concime organico derivato dalla miscelazione di letami selezionati. Apporta un’elevata quantità di sostanze nutritive, garantendo al contempo il miglioramento della struttura e della fertilità del terreno.

E’ ricco di azoto organico , si può trovare in polvere o in pellet (più facile da distribuire). Va disposto in uno spessore di 3-5 cm, e va usato prevalentemente in autunno e steso alla base soprattutto dei rosai in sostituzione del letame naturale maturo, di più difficile reperimento.

La paglia, costituita dai fusti di grano, orzo, ecc, è ciò che rimane dei cereali dopo la raccolta della granella. Contiene cellulosa, lignina e silice, grazie alla quale ultima sostanza si decompone lentamente e perciò è assai indicata per pacciamare le aiole del giardino. Anche la pacciamatura con paglia va reintegrata e va disposta in uno spessore di 5-8 cm.

Il compost non completamente decomposto è un materiale che si ottiene dalla fermentazione e decomposizione completa di numerosi materiali organici, quali fogliame diverso, sfalcio dei prati, residui di potature ecc. Oltre ad impedire la crescita delle erbe infestanti e a proteggere le radici delle piante dal freddo invernale e dal caldo estivo , ed è un’utilissima fonte di sostanze organiche utili per la concimazione del terreno. Va disposto in uno spessore di 5-8 cm.

La torba che deriva dalla lenta decomposizione di specie vegetali acquatiche in ambiente freddo e umido, è un materiale di origine organica a reazione acida. E’ indicata come materiale pacciamante su terreni molto alcalini al fine di abbassarne la reazione, poiché la maggior parte delle specie vegetali richiede un ph compreso tra 5,5 e 6. La torba rende poi il suolo meno compatto, migliorandone l’areazione e il drenaggio. Va disposta in uno spessore di 5-8 cm.

I trucioli di legno sono un sottoprodotto dalla lavorazione del legname. Sono facilmente reperibili nelle segherie industriali: bisogna fare però attenzione a non acquistare quelli derivati da legno e/o verniciato. Vanno disposti in uno spessore di 5-8 cm.

Le scaglie di corteccia sono, come i trucioli, un sottoprodotto della lavorazione del legname. Sono di pezzature diverse e in commercio vi sono pure di diversi colori, risultato del legno di riciclaggio, vagliato e trattato con pigmenti biodegradabili di origine naturale. Vanno disposte in uno spessore di 8-10 cm.

I gusci di nocciola ed i gusci dei semi di cacao sono materiali che derivano dalla alvorazione che serve a liberare il frutto contenuto nel guscio; sono di origine naturale e non subiscono alcun trattamento chimico; inoltre l’elevata compattezza e il contenuto di lignina dei tessuti, ne mantengono inalterata la struttura per parecchi anni. Vanno disposti in uno spessore di 5 cm.

Le fibre di cocco, importate da India, Sri Lanka ed altri Paesi esotici, si ricavano per essicazione dalla buccia esterna della noce di cocco. Sono costituite da cellulosa e lignina, sostanza dalla grande capacità pacciamante. Grazie al loro colore sono indicate a pacciamare giardini rustici. Sono reperibili in commercio in rotoli o a strisce. Vanno disposte in uno spessore di 3-5 cm.

I teli in tessuto biodegradabile realizzati in paglia, fibre di cocco e paglia, feltro vegetale, mais ecc., si decompongono in un tempo che va da 1 a 3 anni circa, a seconda dei materiali che li costituiscono. I teli realizzati in fibre di cocco e paglia e quelli di feltro vegetale aderiscono al suolo fornendo un’ottima azione antierosiva: ideali in particolar modo per giardini in pendio, come quelli rocciosi. Hanno uno spessore da 1 a 3 mm.

Se si volessero utilizzare materiali inorganici per pacciamare, lo spessore si può ridurre a 3-5 cm o anche meno, soprattutto se si usa la copertura a soli fini estetici. In autunno inverno questi materiali vanno rimossi, e sostituiti con una pacciamatura organica atta a riparare le radici dal freddo. Al contrario di alcuni materiali organici, reperibili a costo zero, quelli di origine inorganica si acquistano presso empori agrari, garden center o rivendite di prodotti per l’edilizia.

Il tessuto non tessuto rivestito da uno strato di rame, venduto in dischi pre-tagliati di vario diametro, compreso tra i 30 e i 65 cm, si predispone sotto uno strato di corteccia con il lato in rame rivolto verso l’alto: conserva umido il terreno ed agisce anche come repellente perché lumache e cimici non tollerano il rame (ottimo repellente biologico).

Ha uno spessore di pochi millimetri.

I teli di tessuto in polipropilene verde, assai resistenti ai raggi ultravioletti e permeabili ad aria e acqua, sono particolarmente indicati per pacciamare siepi e scarpate.

Hanno uno spessore di pochi millimetri.

Le scaglie di materiale lapideo, come quelle di ardesia, di marmo, granito ecc., sono un sottoprodotto della lavorazione di tali materiali. Costituiscono un tipo di pacciamatura particolarmente interessante dal punto di vista estetico per i colori che tali materiali hanno. Vanno disposte in uno spessore di 3-4 cm.

L’argilla espansa, che si presenta in granuli sferici di colore rosso-bruno del diametro di circa 0,4-0,8 cm, è un materiale inerte che non rilascia sostanze tossiche nel terreno e se interrata aumenta l’areazione dei suoli asfittici. Va disposta in uno spessore di 3 cm.

Il lapillo vulcanico è un materiale derivato dalle eruzioni vulcaniche, ottimo per pacciamare aiole e giardini rocciosi. Il suo aspetto lo rende ideale come materiale pacciamante assai decorativo e va disposto in uno spessore di 3 cm.

La ghiaia, che proviene dalla frantumazione di rocce di diversa origine, a seconda della dimensione si distingue in ghiaia piccola, media, e grossa. La si trova in commercio e la si può acquistare in diversi colori a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare, va disposta in uno spessore di 3 cm.

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